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Click through rate: cos’è e come calcolarlo e migliorarlo

Per un marketing digitale davvero efficace non basta posizionarsi in prima pagina su Google o avere una lista email con tanti iscritti. In entrambi i casi a fare la differenza è il numero di persone che, dopo aver visto che è disponibile un tuo contenuto, decidono effettivamente di cliccarci sopra. Questa percentuale si chiama click through rate o tasso di clic, ed è una delle metriche più usate nel digital marketing per valutare l’efficacia della comunicazione. 

È un indicatore trasversale, che si applica tanto ai risultati organici su Google quanto a quelli sponsorizzati, ai post pubblicitari sui social e alle campagne email. Uno dei parametri più usati per valutare se un messaggio funziona, che si tratti dell’oggetto di una mail, di uno snippet nella pagina di ricerca o del testo di un pulsante.

In questa guida vedremo cos’è esattamente il click through rate, come si calcola e dove trovarlo sulle principali piattaforme. Scoprirai quando un CTR è considerato buono sui diversi canali e come migliorarlo, anche nel contesto attuale in cui l’AI Overview di Google influenza negativamente non solo il numero di clic ma anche le misurazioni.

Cos’è il click through rate

Il CTR (click through rate), chiamato anche percentuale di clic o tasso di clic, è una metrica che misura la percentuale di utenti che fanno clic su un link dopo averlo visualizzato. 

Il CTR si usa in tanti ambiti del digital marketing, tra cui SEO, campagne Google Ads, post sponsorizzati sui social, email marketing e persino per valutare l’efficacia di singoli pulsanti di invito all’azione, banner e link interni di un sito web. In tutti i casi il principio rimane lo stesso: confrontare le aperture dei collegamenti con le visualizzazioni.

Più il click through rate è elevato, maggiore è la capacità del contenuto di suscitare interesse e convincere l’utente ad approfondire. Al contrario, un CTR basso può indicare che il messaggio non è abbastanza pertinente o che il contenuto viene mostrato al pubblico sbagliato. 

Quello che il CTR non può fare è misurare da solo il successo di una campagna nel suo complesso: bisogna analizzarlo insieme ad altre metriche, come il tasso di conversione, il costo di acquisizione o il ritorno di investimento (ROI), a seconda del canale utilizzato.

Perché è importante il CTR

Un click through rate elevato indica di solito che un un copy come un titolo SEO o una meta description, il testo di un annuncio o l’oggetto di una mail sono pertinenti e convincenti. Al contrario, un valore basso può suggerire che il contenuto non risponde alle aspettative degli utenti, non riesce a distinguersi rispetto ai contenuti concorrenti, oppure che il pulsante per aprire il collegamento non è abbastanza visibile.

Monitorare il CTR, soprattutto all’interno di A/B test, permette di trovare i testi e, in alcuni casi, anche i layout di pagina che funzionano meglio. Per esempio è possibile verificare se una modifica al titolo di una pagina ha aumentato i clic nella SERP, se un nuovo copy per un annuncio genera maggiore interesse o se un diverso oggetto dell’email porta più utenti ad aprirla.

Nelle campagne a pagamento un buon CTR permette di risparmiare budget e aumentare il ROI, perché migliora il punteggio di qualità dell’annuncio e fa scendere il costo per clic.

Anche se non è confermato ufficialmente da Google, un tasso di clic elevato potrebbe contribuire alla visibilità organica, perché comunica ai motori di ricerca che la risorsa è utile.

Come si calcola il click through rate?

Il click through rate si calcola dividendo il numero di clic ricevuti per il numero di impressioni, cioè il numero di volte in cui un contenuto è stato visualizzato, e moltiplicando il risultato per 100.

La formula è:

CTR = (Clic / Impressioni) × 100

Per esempio se una pagina compare 5.000 volte nei risultati di Google e riceve 250 clic, il CTR sarà:

(250 ÷ 5.000) × 100 = 5%

Lo stesso principio si applica a qualsiasi canale di marketing digitale. Ad esempio, se un annuncio viene visualizzato 20.000 volte e ottiene 400 clic, il CTR sarà del 2%.

Se un’email viene consegnata a 10.000 destinatari e riceve 500 clic sui link contenuti al suo interno, il CTR sarà del 5%.

Di solito però non calcoliamo il click through rate con una formula ma lo andiamo a cercare su piattaforme che lo fanno per noi, a seconda della tipologia di contenuto.

Come ottenere il click through rate

Puoi ottenere il click through rate dei tuoi contenuti o delle tue campagne attraverso diverse piattaforme di marketing che lo calcolano in automatico. 

Per il traffico organico puoi consultare il CTR in Google Search Console, mentre in caso di campagne pubblicitarie lo trovi nelle dashboard delle altre piattaforme di advertising, come Google Ads, Meta Ads Manager, Microsoft Advertising, LinkedIn Ads. 

Anche i principali software di email marketing, come Mailchimp, Brevo e ActiveCampaign, riportano automaticamente il CTR di ogni campagna.

MetricaSignificato
ImpressioniNumero di volte in cui il contenuto viene mostrato.
ClicNumero di utenti che fanno clic sul contenuto.
CTRPercentuale di impressioni che generano un clic.

CTR del sito nella ricerca organica (da Google Search Console)

Per visualizzare il click through rate delle tue pagine web nella ricerca organica, lo strumento migliore è Search Console, che ti mostra gratuitamente le metriche calcolate da Google.

In questo caso il CTR medio corrisponde alla percentuale di persone che dopo aver visualizzato lo snippet di un contenuto nei risultati di ricerca decidono di aprirlo. 

Per vederlo accedi con il tuo profilo Google e seleziona la proprietà relativa al sito che vuoi analizzare.

Se non l’hai ancora collegato alla piattaforma, trovi tutte le informazioni che ti servono nella nostra guida a Search Console.

Dopo l’accesso alla proprietà, nel menu laterale vai nella sezione Rendimento e fai clic su Risultati di ricerca. Assicurati di attivare la metrica selezionando la casella accanto a CTR media. 

In questo modo potrai visualizzare sia il tasso medio, sotto forma di percentuale, sia il grafico che rappresenta il CTR complessivo.

Ctr Google Search Console

Puoi anche individuare rapidamente le ricerche che generano molte impressioni ma hanno un CTR migliorabile.

Questa sezione ti permette di selezionare degli intervalli di tempo predefiniti su cui effettuare l’analisi:

  • 24 ore
  • 7 giorni
  • 28 giorni
  • 3 mesi

Cliccando su Altro puoi scegliere altri periodi oppure definire un intervallo di tempo personalizzato .

Sono visibili solo i dati degli ultimi 16 mesi.

Google Search Console Intervallo Date

Per confrontare due periodi, fai clic su Confronta all’interno della finestra e scegli i due intervalli da mettere a confronto, oppure imposta delle date personalizzate. Ad esempio, puoi confrontare gli ultimi tre mesi con i tre mesi precedenti oppure con lo stesso periodo dell’anno scorso.

Confronta Intervalli Date Search Console

Per analizzare il CTR delle singole chiavi di ricerca, scorri fino alla tabella e seleziona la scheda Query. 

Ctr Query Google Search Console

Puoi fare clic sulla freccia accanto al titolo della colonna CTR per ordinare le query in base al punteggio relativo, in ordine crescente o decrescente. 

Se invece vuoi visualizzare il CTR degli URL, fai clic sulla scheda Pagine. Anche in questo caso puoi ordinare i risultati in base al loro click through rate.

Ctr Pagine Google Search Console

Puoi anche confrontare il CTR ottenuto dagli utenti che effettuano le ricerche da smartphone con quello degli utenti che utilizzano un computer o altri dispositivi andando sulla scheda Dispositivi.

Oppure visualizzare il CTR paese per paese dalla scheda Paesi. 

La sezione Aspetto nella ricerca, invece, mostra in quali Risultati avanzati di Google – cioè funzionalità speciali della SERP come i risultati multimediali, schede prodotto o ricette) il tuo sito è comparso nei risultati di Google e quali prestazioni ha ottenuto.

Per restringere l’analisi puoi usare il pulsante Aggiungi filtro che trovi nella parte superiore della pagina. Nel menù a discesa puoi scegliere se filtrare per:

  • query
  • pagina
  • dispositivo
  • paese
  • aspetto nella ricerca.
Aggiungi Filtro Search Console

Una nuova funzionalità permette di visualizzare il rendimento nei risultati di ricerca che comprendono l’AI Overview.

Rendimento Risultati Ai

CTR delle email

Se vuoi conoscere il CTR delle newsletter e delle campagne di email marketing, la soluzione è molto semplice: di solito queste metriche vengono fornite direttamente dalla piattaforma che usi per inviarle.

Brevo, HubSpot, Mailchimp, Mailerlite e in genere tutte le piattaforme per l’email marketing mostrano metriche come l’apertura delle mail e i clic sui link anche nei piani gratuiti, che di solito prevedono limiti al numero di email inviabili.

Statistiche Campagne Mailchimp

Spesso le versioni a pagamento ti permettono anche di monitorare le conversioni che seguono ai clic sulle email, compreso il fatturato e il valore medio degli ordini generati.

Vedere il CTR su Brevo

Per vedere il CTR di una campagna email su Brevo, accedi al tuo account e dalla barra laterale spostati nella sezione Campagne > Statistiche. 

Qui trovi prima di tutto un riepilogo con la media delle prestazioni delle campagne, dove vengono indicati sia il tasso di apertura delle mail che il tasso di clic su un qualunque link al loro interno. Così puoi confrontare le prestazioni delle varie campagne.

Statistiche Campagne Brevo

Il CTR delle singole campagne invece si trova nella tabella successiva. Viene indicato sia il numero di clic totale sui collegamenti che la percentuale di clic rispetto al numero di aperture della mail.

Clic Campagna Brevo

Se vuoi conoscere i clic sui singoli link presenti nell’email, devi accedere ai report della campagna.

Vai in Campagne e fai clic sull’icona a forma di grafico.

Aprire Report Campagna Brevo

Vai nella sezione Clic per avere informazioni più specifiche su:

  • Click-through rate
  • Click-to-Open Rate
  • Clic
  • Clic totali.
Campagne Clic Brevo

Il Click-through rate (CTR) e il Click-to-Open Rate (CTOR) sono metriche simili ma diverse.

Il CTR indica quanti destinatari hanno cliccato almeno un link nell’email rispetto al numero di email consegnate. Invece il CTOR considera solo gli utenti che hanno aperto l’email: è quindi la metrica più significativa per valutare l’efficacia dei collegamenti e dei pulsanti di invito all’azione.

Anche Clic e Clic totali sono dati differenti. Mentre i Clic indicano il numero di destinatari che hanno cliccato almeno una volta, i Clic totali conteggiano tutte le volte in cui i collegamenti sono stati aperti, anche più volte dalla stessa persona. Per esempio, se 7 persone cliccano una volta e 3 cliccano due volte, avrai 13 clic totali e solo 10 clic.

Brevo ti mostra anche i Clic per ora e per area geografica, sia sotto forma di grafico che di tabella.

Clic Ora Area Campagna Brevo

Un’altra funzionalità molto utile è la mappa di calore, che visualizza i clic sul singolo link, in modo simile a quelle fornite dai plugin di heatmap per WordPress.

Mappa Calore Clic Campagna Brevo

Nella tabella corrispondente puoi anche vedere solo i clic unici, per capire quante sono effettivamente le persone che hanno aperto un collegamento. 

Tabella Clic Campagna Brevo

È possibile anche vedere di quali contatti si tratta.

CTR degli annunci PPC su Google Ads

Il CTR di Google Ads indica la percentuale di clic rispetto alle visualizzazioni del risultato sponsorizzato sulla rete di Google, sia che si tratti di Campagne di Ricerca (Search), Campagne Display o altre tipologie.

Per vedere il CTR dei tuoi annunci Google, accedi a Google Ads e seleziona l’account che vuoi analizzare.

Nel menu laterale vai su Campagne, dove trovi le principali metriche che le riguardano. 

Ctr Medio Campagne Google Ads

Puoi regolare l’intervallo di tempo usando il menù in alto a destra.

Se ancora non vedi i dati relativi ai clic, vai sull’icona Metrics e nella finestra successiva, nella sezione Performance, spunta le caselle relative al CTR e agli altri parametri che ti interessano. Per esempio potresti visualizzare anche il numero di clic.

Colonne Ctr Google Ads

Compariranno così i valori medi delle campagne che erano attive nel periodo scelto.

Per vedere il CTR della singola campagna invece, puoi usare il menù Campagne per selezionare quella che vuoi analizzare.

Ctr Campagna Google Ads

Google ads ti permette di analizzare il CTR anche per singoli, annunci, gruppi di annunci e parole chiave.

Puoi inoltre confrontare l’andamento del CTR in periodi diversi.

CTR delle campagne su Facebook e Instagram

Su Facebook e Instagram il CTR delle campagne corrisponde alla percentuale di utenti che cliccano sul pulsante di invito all’azione dei post sponsorizzati sui due social network di Meta.

Per vedere il CTR dei tuoi annunci su Facebook e Instagram, accedi alla Gestione delle Inserzioni della tua Meta Business Suite con l’account pubblicitario che vuoi analizzare.

Dal menu laterale vai su Campagne. Nella tabella trovi diverse metriche relative alle prestazioni; se il click through rate non è visibile, fai clic su Colonne

Ctr Meta Tabella Gestore Inserzioni

Nella finestra successiva scegli Personalizza colonne.

Colonne Ctr Meta Gestore Inserzioni

Le metriche relative al CTR si trovano nella sezione Interazioni > Clic, dove puoi spuntare quelle che ti interessano. Dopodiché puoi anche riordinare le colonne nella barra laterale.

Meta può mostrare diverse varianti di CTR, ma quelle quelle che hanno a che fare col tasso di clic di cui abbiamo parlato finora sono:

  • CTR (tutti) – percentuale di impressioni che hanno generato qualsiasi clic sull’inserzione, compresi clic sul link, sull’immagine, sul profilo, sul pulsante ecc.;
  • CTR (link), percentuale di impressioni che hanno generato un clic sul link che porta alla pagina di destinazione vera e propria dell’inserzione;
  • CTR unico (tasso di clic sul link) – percentuale di utenti Meta che hanno visto la tua inserzione ed eseguito un clic sul link;
  • CTR unico (tutti) – percentuale di utenti Meta che hanno visto la tua inserzione ed eseguito un clic unico (tutti). 

Dopo aver scelto fai clic su Applica.

Interazioni Ctr Meta Ads Manager

A questo punto nella tabella delle campagne vedrai le colonne impostate per l’intervallo di date preconfigurato, che puoi modificare dall’apposito menù in alto a destra. 

Ctr Meta Ads Manager

Meta ti permette anche di analizzare gruppi di inserzioni e singole inserzioni e di confrontare l’andamento del CTR in diversi periodi.

Le altre piattaforme di advertising offrono strumenti simili.

Quando un CTR è considerato buono

Un buon CTR in assoluto non esiste: bisogna valutarlo a seconda del canale e del settore, dell’autorevolezza del sito e della tipologia di ricerca. Per questo motivo è più corretto confrontare il proprio CTR medio con gli standard del proprio mercato (benchmark).

Per quanto riguarda la ricerca organica, uno studio di Ahrefs basato sui dati di oltre 400.000 siti web rileva che il click through rate medio si colloca generalmente tra l’1% e il 2%. Possono esserci, però, significative differenze tra un settore e l’altro: per esempio i siti dedicati a notizie, finanza e viaggi registrano mediamente valori compresi tra l’1,3% e l’1,8%, mentre nei settori salute, giardinaggio e pubblica amministrazione si scende spesso sotto l’1%.

In ogni caso è importante valutare il CTR non in modo assoluto ma tenendo conto di altre metriche di Search Console. 

Per esempio, la posizione del risultato nella SERP incide in modo significativo sul numero dei clic che può ottenere. Secondo la meta-analisi di First Page Sage, il CTR varia in modo drastico in base alla posizione sulla prima pagina:

  • 1ª posizione: 39,8%
  • 2ª posizione: 18,7%
  • 3ª posizione: 10,2%
  • 10ª posizione: 1,6%. 

Quando compare l’AI Overview, i clic sul primo risultato scendono al 13-20% e di conseguenza si riducono drasticamente anche gli altri.

Nel valutare il tuo click through rate devi tener conto anche dell’autorevolezza del dominio perché i siti con una reputazione più forte tendono a ottenere CTR più elevati, mentre per i siti nuovi o poco conosciuti valori inferiori all’1% sono del tutto normali. Per questo motivo è consigliabile valutare il CTR nel tempo, confrontandolo con siti simili per settore e dimensioni, anziché puntare a una soglia valida per tutti.

Nelle campagne a pagamento invece, bisogna considerare che il CTR tende a essere più basso rispetto organico delle prime posizioni, poiché gli utenti sono più diffidenti verso gli annunci sponsorizzati e la concorrenza tra inserzionisti è alta. Sulla rete Search di Google i valori di riferimento per settore (benchmark) per il 2026 individuati da Wordstream per il PPC mostrano un CTR medio pari al 6,64%., con oscillazioni in base al settore. 

Sulla rete Display la media si abbassa a circa lo 0,5% a causa della tendenza degli utenti a ignorare i banner. 

Per quanto riguarda le campagne email invece, secondo i report di MailerLite e Mailneo per il 2025, il CTR medio globale delle e-mail inviate varia tra il 2% e il 3%, mentre il CTOR è tra il 10% e il 15%. 

Consigli per migliorare il click through rate

Ecco una serie di accorgimenti che puoi adottare subito per migliorare il tuo click through rate.

Scrivi titoli chiari e coinvolgenti

Il titolo è spesso il primo elemento a catturare l’attenzione dell’utente. Deve descrivere con precisione il contenuto della pagina, includere la parola chiave principale e invogliare al clic senza ricorrere a promesse impossibili da mantenere o clickbait.

Ottimizza la meta description

Anche se spesso Google la ricostruisce a partire da stralci del testo, una meta description ben scritta ha maggiori probabilità di essere mostrata nella SERP e aiuta l’utente a capire cosa troverà nella pagina.

Comprendi l’intento di ricerca

Un titolo accattivante non basta se il contenuto non risponde realmente a ciò che l’utente sta cercando. Abbiamo una guida per aiutarti ad allinearlo all’intento di ricerca nella SEO, che può aiutarti anche sugli altri canali.

Migliora la visibilità nella SERP

Per migliorare la visibilità delle pagine del tuo sito web, oltre ad applicare tutte le buone pratiche la SEO on-page, puoi integrare i dati strutturati dello Schema markup su WordPress. In questo modo i tuoi contenuti possono comparire tra i risultati avanzati di Google, come recensioni, ricette o prodotti, dove il risultato diventa più evidente.

Esegui A/B test e monitora i risultati

Il CTR non è un valore statico. Soprattutto per quanto riguarda le campagne email o pubblicitarie, creare più versioni diversificando titolo, meta description, call to action o testo e immagini e confrontarne i risultati è un metodo insostituibile per aumentare l’efficacia. Monitorare il click through rate dei singoli contenuti ti dà informazioni per valutare meglio i tuoi progressi.

Errori comuni sul CTR

Ci sono alcuni errori frequenti relativi al CTR che dovresti evitare. Vediamoli.

Valutare il CTR senza considerare il contesto

Uno stesso valore del CTR può essere ottimo in alcuni settori e mediocre in altri. Ecco perché, prima di trarre conclusioni, dovresti confrontarlo con i benchmark del tuo mercato e con il tuo storico.

Considerare solo il CTR

Un CTR elevato non significa necessariamente che una campagna stia generando risultati ottimali, perché vanno valutate anche le conversioni. Se gli utenti fanno clic ma non acquistano, il problema potrebbe riguardare la landing page, l’offerta o l’esperienza utente sul tuo sito.

Ignorare i cambiamenti della SERP

La presenza di AI Overview, Featured Snippet, risultati locali e altri elementi può ridurre il CTR organico anche senza cambiamenti nella posizione. Per questo motivo è importante analizzare anche impressioni, ranking e tipologia di query.

Ricorrere al clickbait

Titoli sensazionalistici possono aumentare temporaneamente il CTR, ma se il contenuto non mantiene le promesse gli utenti abbandoneranno rapidamente la pagina dando un segnale negativo a Google.

Non ottimizzare i contenuti

Limitarsi a monitorare il click through rate e non sfruttare i dati dei test per ottimizzare i contenuti nel tempo significa rinunciare a una delle leve più efficaci per aumentare i clic per numero di impressioni.

Cambiamenti recenti che riguardano il CTR

Negli ultimi anni il contesto in cui viene misurato il CTR è cambiato profondamente perché le pagine dei risultati di Google, oltre ai link organici, possono includere risultati avanzati, risultati locali, sezioni “Le persone hanno chiesto anche” e, più di recente, le AI Overview: elementi che spesso forniscono una risposta immediata all’utente e riducono la percentuale di clic verso i siti web. 

Negli ultimi anni il CTR è diventato una metrica più complessa da interpretare perché con l’arrivo della AI Overview di Google c’è stato un calo del CTR organico per le query che la mostrano, con effetti diversi a seconda del settore.

I dati confermano quanto la situazione sia diventata critica. Una ricerca di Seer Interactive mostra che, per le query che attivano una panoramica creata con l’IA, il tasso di clic organico crolla del 61%, scendendo a un valore medio dello 0,61%: praticamente un solo clic ogni 200 impressioni.

A essere più danneggiata è la seconda posizione organica, il cui CTR è sceso del 39% rispetto ai valori precedenti all’integrazione dell’intelligenza artificiale nella SERP. Si parla di un calo dei tassi di clic del 56,1% su desktop e del 48,2% su mobile.

L’AI Overview sembra avere un effetto positivo minimo sui brand citati, che tendono a ricevere anche il 120% in più di clic organici rispetto ai brand non citati della stessa pagina di ricerca.

C’è però anche un altro aspetto che complica le cose: non è sempre possibile misurare con precisione l’impatto delle AI Overview perché Search Console non permette di distinguere i clic provenienti dai risultati organici tradizionali da quelli generati dall’intelligenza artificiale.

Conclusioni

In questa guida al CTR abbiamo visto come questa metrica sia fondamentale per valutare l’efficacia di un contenuto e come lo stesso valore vada interpretato in modo diverso a seconda del canale e del settore.

I dati, sia medi che riferiti ai singoli contenuti, si possono reperire su diverse piattaforme, come Search Console per il traffico organico a Google Ads e Meta Ads Manager per le campagne a pagamento, fino a strumenti come Brevo e Mailchimp per l’email marketing. Sul numero di clic ricevuti pesa molto anche la posizione occupata in SERP e la presenza delle AI Overview, che spingono sempre più utenti a fermarsi sulla pagina dei risultati senza visitare i siti web.

Ottimizzare il CTR significa lavorare su più fronti: titoli e meta description più efficaci, un migliore allineamento con l’intento di ricerca, a/b test costanti su copy e creatività degli annunci.

E tu monitori già il CTR delle tue pagine e delle tue campagne? Hai notato un calo dei clic organici da quando sono arrivate le AI Overview? Raccontacelo nei commenti.

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