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Stripe vs PayPal: qual è il miglior gateway di pagamento?

Se hai un ecommerce o stai pensando di aprirlo, o anche se vuoi vendere pochi prodotti o servizi sul tuo sito, non puoi fare a meno di mettere a confronto i due gateway di pagamento di gran lunga più popolari. Anche se l’hai già fatto in passato, dovrai tornare spesso a chiederti se sia meglio Stripe o PayPal, perché le funzionalità e le tariffe delle due piattaforme cambiano nel tempo. 

Qual è il miglior gateway di pagamento per il tuo sito oggi? 

Come vedrai, ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione, a partire dalla disponibilità geografica di Stripe e PayPal e dalle valute e circuiti di pagamento supportati, sino alla facilità di integrarli con WordPress o altri CMS; passando per la qualità del servizio clienti lato business e dell’esperienza utente al checkout. Ma soprattutto è indispensabile – e non banale – confrontare bene le tariffe dei due sistemi: ed è una delle prime cose di cui ci occuperemo.

Come funziona un gateway di pagamento?

Un gateway di pagamento è un servizio che fa da ponte tra un sito web e le banche per autorizzare e completare i pagamenti online.

Quando un cliente inserisce i dati della carta, il gateway invia in modo sicuro le informazioni al circuito della carta e verifica se i fondi sono disponibili; poi comunica alla persona l’esito del controllo e, se è tutto a posto, avvia il trasferimento dei fondi verso il conto del venditore.

I gateway di pagamento possono supportare diversi metodi:

  • carte di credito e di debito;
  • wallet, portafogli digitali che memorizzano i dati di carte e conti correnti dell’utente;
  • addebiti bancari, in cui i fondi vengono prelevati direttamente dal conto del cliente, di cui l’utente ha fornito i dati;
  • reindirizzamenti bancari – in questo caso il cliente viene rimandato alla pagina di accesso del proprio servizio di home banking in modo che possa autorizzare direttamente il pagamento;
  • bonifici bancari dal conto del cliente a quello del venditore;
  • pagamenti a rate e posticipati (del tutto o in parte);
  • voucher basati sui contanti: in questo caso il cliente può pagare l’ordine in contanti al bancomat o in negozi abilitati grazie a un codice scansionabile;
  • pagamenti in tempo reale – consentono al venditore di ricevere il denaro in modo quasi istantaneo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 – da un conto, wallet ecc. 

La fondamentale differenza tra Stripe e PayPal

Stripe e PayPal funzionano in modo diverso, perché sono stati creati con obiettivi diversi.

Stripe è un gateway di pagamento puro, nato per consentire a chi vende online di ricevere pagamenti con le carte su qualunque sito. 

Stripe Homepage

PayPal invece è nato come portafoglio digitale (wallet) ma con un saldo proprio, con lo scopo di rendere più sicuri gli acquisti in rete. Nel tempo però ha aggiunto modalità di funzionamento analoghe a quelle di Stripe, e oggi supporta anche pagamenti con le carte da parte di utenti non ‘loggati’ sulla propria piattaforma. 

È uno dei motivi per cui i due gateway di pagamento gestiscono il checkout in modo diverso.

Stripe permette di elaborare le transazioni sul sito del venditore. Ma può anche ospitare le pagine di pagamento dei tuoi prodotti sulla sua piattaforma, se preferisci inserire sul suo sito solo un link di pagamento.

Invece PayPal di solito reindirizza l’utente al proprio portale in modo che effettui l’accesso prima di completare l’acquisto sul sito.

Scegliere tra Stripe e PayPal o usarli entrambi?

Stripe e PayPal sono oggi i due gateway di pagamento più diffusi, seguiti a distanza da Shopify Pay Installments, il sistema interno di Shopify, e Square, che promette di diventare più importante in futuro. Nel 2025 si stima che PayPal sia ancora ampiamente in testa con una quota di mercato del 44% – anche se in calo rispetto agli anni precedenti –, mentre Stripe è arrivata al 22%. 

A questo punto integrare sia Stripe che PayPal sul tuo sito può sembrarti un’ottima idea – ti permetterebbe di accontentare la stragrande maggioranza dei potenziali clienti – ma come spesso accade, i vantaggi si accompagnano a svantaggi da soppesare bene.

Paypal Liberi Professionisti

Iniziamo dai pro.

Offrire entrambi gli strumenti di pagamento potrebbe migliorare le conversioni perché ti permette di soddisfare i gusti di un maggior numero di utenti: quelli che preferiscono inserire direttamente i dati della carta tramite Stripe, specie ora che si possono memorizzare facilmente, e quelli che si fidano solo di PayPal e della sua protezione acquisti. 

Tieni in considerazione pure che PayPal ha una base di utenti enorme che ama pagare con il saldo PayPal o con il conto bancario collegato.

Mettendo insieme le due piattaforme avresti la possibilità di integrare sul sito un’infinità di valute e metodi di pagamento locali, cosa molto utile se operi a livello internazionale.

Inoltre il tuo sistema di pagamento sarebbe più resiliente perché, se si verificasse un blocco temporaneo su uno dei gateway, potresti continuare a ricevere pagamenti attraverso l’altro.

Ovviamente affiancare Stripe e PayPal sullo stesso sito comporta gli svantaggi che puoi immaginare.

I peggiori si trovano sul piano tecnico, perché configurare e mantenere due sistemi di pagamento significa raddoppiare il tempo destinato all’implementazione, ma soprattutto raddoppiare il rischio di guasti e di conflitti tra plugin.

Riguardo al resto, avere due gateway aumenta la complessità di gestione. Per esempio ti ritroveresti con due flussi di cassa separati da monitorare e dovresti offrire il supporto clienti su due canali diversi ciascuno con proprie procedure e tempistiche.

Anche l’esperienza utente al checkout rischia di diventare confusa se non viene curata a dovere, per via della moltiplicazione dei pulsanti d’acquisto.

Non c’è comunque una scelta giusta e una sbagliata. Se hai un negozio online medio-grande e una clientela internazionale potrebbe valere la pena di puntare a massimizzare le conversioni integrando sia PayPal che Stripe. Se invece hai un sito più piccolo che si rivolge a un mercato ristretto, forse non ha senso complicare la gestione.

Valute supportate da Stripe e PayPal

Dal punto di vista delle valute e dei sistemi di pagamento supportati Stripe è imbattibile.

Stripe permette di ricevere pagamenti in 135 valute

Mentre PayPal supporta le transazioni in solo 25 valute

Paypal Pagamenti Valute

Metodi di pagamento supportati da Stripe e PayPal

Stripe offre più di 125 metodi di pagamento preimpostati di 8 tipi. Non tutti però sono disponibili in tutti i paesi in cui è possibile aprire un conto Stripe.

Tra i metodi di pagamento supportati da Stripe ci sono:

  • tutti i più noti circuiti di carte (Visa, Mastercard, Maestro, American Express, Diners Club, Discover, JCB, China UnionPay);
  • wallet come Apple Pay, Google Pay, Amazon Pay, Link (di Stripe);
  • bonifici e addebiti su conto corrente come SEPA Direct Debit, SEPA Credit Transfer, Bonifico bancario istantaneo;
  • sistemi per pagamento a rate o posticipato basati su Klarna, Afterpay, Clearpay, Affirm;
  • pagamenti istantanei con Revolut Pay o Blik;
  • sistemi di pagamento locali tra cui Bancontact (Belgio), iDEAL (Paesi Bassi), Giropay (Germania), Sofort (Germania, ecc.), EPS (Austria) e Przelewy24 (Polonia), OXXO (Messico), Boleto Bancário e Pix (Brasile);
  • altri metodi internazionali, come Alipay e WeChat Pay, GrabPay e PayNow;
  • voucher basati su contanti, solo nei paesi dove sono diffusi (non in Europa);
  • metodi di pagamento personalizzati configurati dall’utente in numero illimitato.
Stripe Metodi Pagamento

I sistemi online supportati da PayPal sono molti meno, intorno ai 20-30, anche qui variabili a seconda della regione.

In generale PayPal consente di pagare online con:

  • il proprio saldo PayPal;
  • carte di credito e di debito dei principali circuiti (American Express, Visa Mastercard, Discover, UnionPay);
  • addebiti su conto corrente tramite sistemi come Addebito diretto o SafetyPay.
  • reindirizzamento bancario, per esempio con Przelewy24, iDEAL, Blik, MyBank, Multibanco;
  • alcuni wallet, come Apple Pay, Google Pay Samsung Pay, Satispay, Mercado Pago;
  • la propria funzionalità paga a rate;
  • voucher o pagamenti in contanti solo in alcuni paesi, tramite partner locali o circuiti specifici (per esempio OXXO in Messico o Boleto Bancário in Brasile) – non in Europa.

Disponibilità nel mondo di Stripe e PayPal

Dalla sede legale della tua attività dipende la normativa fiscale che devi rispettare, e di conseguenza la possibilità di usare Stripe o PayPal come gateway di pagamento sul tuo sito.

Oggi Stripe è presente in forme diverse su 51 paesi, ma in genere non supporta i territori d’oltremare (per esempio parte di Gran Bretagna, USA, Olanda e Francia). 

In realtà – attraverso Stripe Atlas, il servizio della piattaforma per l’avvio di aziende – da qualunque parte del mondo è possibile aprire un conto corrente negli USA e registrare una società con sede negli Stati Uniti, nel Delaware, e di conseguenza usare Stripe sul proprio sito. 

Stripe Paesi Disponibilita

Invece PayPal è disponibile in 202 paesi – divisi per Africa, Americhe, Asia-Pacifico ed Europa – anche se non ovunque con le stesse funzionalità.

Paypal Paesi Regioni Disponibilita

Costo delle transazioni di Stripe e PayPal

Né Stripe né PayPal prevedono costi di attivazione o canoni periodici, ma entrambe applicano commissioni sulle vendite che variano a seconda di alcune condizioni.

Di base sia PayPal che Stripe applicano commissioni solo al venditore, formate da 2 parti:

  • una percentuale sull’importo
  • una quota fissa per ogni operazione.

L’ammontare delle due può dipendere dal tipo di conto (personale o business) e dal paese del titolare, dalla natura del pagamento (per esempio vendita o donazione) e dalla modalità.

PayPal e Stripe applicano commissioni diverse alle transazioni nazionali e internazionali.

I pagamenti nazionali sono quelli in cui il mittente e il destinatario risultano residenti nello stesso mercato o paese.​ Per esempio nel caso dell’Italia o dell’Europa sono considerati nazionali tutti i pagamenti per i quali sia il cliente che il venditore risiedono nello spazio economico europeo (SEE). 

I pagamenti internazionali, invece, sono transazioni tra utenti registrati in mercati o paesi diversi e hanno un sovrapprezzo.

Iniziamo col confrontare le commissioni standard di PayPal e Stripe, quelle che si applicano nella maggior parte dei casi sui pagamenti nazionali.

Commissioni standard

Con Stripe è facile orientarsi tra le tariffe poiché i costi cambiano principalmente in base a circuito di pagamento – europeo, del Regno Unito o extra-europeo – e tipologia di carta (standard e premium). 

Grazie a questo approccio minimalista, le tariffe standard di Stripe si riducono a 2, che per l’Europa sono:

  • 1,5% + 0,25€ per le carte standard del SEE; 
  • 1,9% + 0,25€ per le carte premium del SEE.
Tariffe Stripe Standard

In Europa, quando i clienti usano PayPal nel checkout di un sito web effettuando l’accesso al proprio profilo, la piattaforma trattiene la tariffa standard, pari al 3,40% + 0,35€ a transazione

Paypal Tariffe Transazioni Commerciali

La parte fissa della commissione dipende dal tipo di valuta. Per esempio per il dollaro ammonta a 0,30$.

È importante sapere che PayPal addebita un costo inferiore quando viene usato come gateway di pagamento vero e proprio per processare le carte – proprio come si fa con Stripe –, poiché in questo caso la piattaforma non applica la Protezione Acquisti. La tariffa, pari a 1,20% + 0,35€, viene applicata solo se il cliente paga con la carta senza accedere a un conto PayPal. Questo è possibile solo se sul tuo sito sono attivi i pagamenti con carta senza login di PayPal. 

Come puoi notare, nella maggior parte dei casi le tariffe standard di Stripe sono più convenienti, ma non nel caso in cui PayPal venga usato come come gateway di pagamento puro.

Sia con PayPal che con Stripe puoi negoziare tariffe migliori se raggiungi un certo volume di vendite.

Tariffe per vendite internazionali

Nel caso di pagamenti internazionali, le commissioni di Stripe sono pari a:

  • 2,5% + 0,25€ per le carte del Regno Unito + 2% se è richiesta la conversione di valuta;
  • 3,25% + 0,25€ per le carte internazionali, + 2% se è richiesta la conversione di valuta.

La conversione è necessaria quando la valuta del conto del cliente e quella del negozio non coincidono. In questo caso la percentuale di Stripe arriva al 4,5% o al 5,25%.

PayPal ti addebiterà la commissione standard di transazione nazionale più un ulteriore 1,99%. Se il pagamento arriva dal Regno Unito, la percentuale aggiuntiva è invece dell’1,29%.

Questo significa che per un’azienda europea il costo finale di un pagamento extra-europeo sarà pari a 3,40% + 1,99% + 0,35€. Si parla quindi di una percentuale finale del 5,39%.

Come Stripe, PayPal prevede un’ulteriore commissione in caso di cambio di valuta ma la addebita all’acquirente.

Anche nel caso delle vendite internazionali Stripe è generalmente più conveniente.

Pagamenti a rate

Sia Stripe che PayPal offrono agli acquirenti la possibilità di pagare in modo posticipato e a rate, molto utile soprattutto per chi vende prodotti con prezzo elevato.

In Stripe le commissioni sui pagamenti a rate con Klarna e sistemi simili partono da 4,99% + 0,40€ a transazione.

La modalità di pagamento a rate di PayPal, Pay Later, comporta una commissione molto più alta di quella standard, a partire da 4.99% + 0.49$.

In Italia è disponibile come Paga in 3 rate, che per ora non aggiunge costi alla tariffa standard, né per chi acquista né per chi vende, e come Paga in 6, 12 o 24 rate, che implica l’addebito di interessi. 

I pagamenti a rate sono quindi molto più convenienti con PayPal.

Tariffa per i micropagamenti

I micropagamenti sono uno dei pochi aspetti in cui PayPal fa decisamente meglio di Stripe.

Se la tua azienda riceve soprattutto pagamenti inferiori ai 5€, puoi richiedere a PayPal il passaggio alla tariffa per i micropagamenti, che per chi vende in euro è di:

  • 5,0% + 0,10€ per i micropagamenti nazionali;
  • 6,0% + 0,10€ per i micropagamenti internazionali. 

Stripe invece non prevede una tariffa specifica per i micropagamenti, per cui applica anche in questo caso le tariffe standard – quindi 1,5% oppure 1,9% + 0,25€.

Questo significa che su un pagamento di 2€ all’interno del SEE la commissione di PayPal per un micropagamento nazionale è di 0,20€ (0,10€ per la percentuale + 0,10€ di costo fisso).

Mentre con Stripe è di 0,28-0,29€ (0,03 oppure 0,038€ per la percentuale + 0,25 € di costo fisso), a seconda che si tratti di una carta standard o premium.

Per le aziende che lavorano in modo significativo con i micropagamenti quindi PayPal è molto più conveniente.

Tariffe scontate per il no-profit

Nella documentazione ufficiale di PayPal leggiamo:

“Nel caso di Donazioni alle Raccolte fondi per ente benefico, PayPal copre le relative tariffe per le transazioni. Può comunque essere applicata la tariffa di conversione valuta.”

Gli enti del terzo settore possono richiedere a PayPal lo status di ente benefico confermato (PPCC) dopo aver creato un conto PayPal Business e essersi identificate come Organizzazione no-profit e aver dichiarato di essere un ente benefico registrato durante la configurazione.

Gli enti benefici riconosciuti da PayPal hanno diritto a pagare commissioni più basse, che in Italia ammontano a 1,80% + 0,35€.

Anche nel caso di Stripe, enti benefici e associazioni possono richiedere tariffe ridotte per le loro raccolte fondi. 

In Europa la tariffa scontata per il no-profit può arrivare a:

  • 1,2% + 0,25€ per carte del circuito Visa e MasterCard europee;
  • 2,9% + 0,25€ per carte non europee e American Express.

Nello spazio economico europeo Stripe potrebbe essere più conveniente di PayPal per le associazioni ed enti benefici, se riescono a ottenere le tariffe agevolate.

Anche noi di SupportHost sosteniamo il terzo settore offrendo l’hosting per il no-profit a un prezzo scontato. 

Leggi anche come inserire un pulsante di donazione di Stripe su WordPress.

Costo dei rimborsi in Stripe e PayPal

Se emetti un rimborso per un prodotto o servizio, non devi sostenere costi aggiuntivi ma le commissioni della transazione originaria non ti verranno restituite, né su Stripe né su PayPal (che ha smesso di farlo dal 2020).

Stripe Rimborsi Tariffe

Costo di reclami e contestazioni e altri addebiti in Stripe e PayPal

Stripe e PayPal possono addebitare costi in caso di reclami e contestazioni da parte del cliente. Però le due piattaforme hanno messo a punto procedure differenti per risolvere le controversie e usano la parola reclamo e contestazione con significati diversi.

Entrambe, quando danno ragione al cliente, chiedono al venditore di restituire anche il pagamento ricevuto. 

Tariffe PayPal per i reclami

Con PayPal l’acquirente insoddisfatto può chiedere al commerciante di risolvere il problema attraverso 2 fasi: la prima di contestazione ‘amichevole’; la seconda, successiva, di reclamo ufficiale.

In caso di oggetto non ricevuto oppure (notevolmente) non conforme alla descrizione, il cliente può aprire una contestazione nel Centro risoluzioni del suo profilo. Dopodiché l’acquirente e il venditore hanno 20 giorni di tempo per trovare un accordo. Se ci riescono, non ci sono costi aggiuntivi.

Paypal Centro Risoluzioni

In caso contrario il cliente può far partire un reclamo. A quel punto il venditore ha 10 giorni per fornire i documenti richiesti da pp, che deve comunicare il verdetto entro un mese. In ogni caso la piattaforma addebiterà un costo al venditore, sia che il pagamento sia arrivato dal conto PayPal del cliente che tramite il servizio Pagamenti senza conto PayPal (quello che abilita i pagamenti con carta senza login su pp).

La tariffa per il reclamo addebitata da PayPal può essere:

  • standard – in Europa pari a 14€; 
  • oppure per volumi elevati – non specificata chiaramente né nelle tariffe commercianti che nelle condizioni d’uso di PayPal.

La tariffa per la contestazione per volumi elevati viene applicata da PayPal ai venditori che nel trimestre precedente hanno ricevuto un numero di reclami superiore all’1,5% e più di 100 pagamenti sulla piattaforma. 

Tariffe Stripe per le contestazioni

Stripe prevede una sola modalità di risoluzione dei problemi tra cliente e venditore e la chiama contestazione.

Come venditore puoi gestire tutto dalla scheda Contestazioni del tuo profilo e fornire i documenti richiesti entro la scadenza, in genere da 7 a 21 giorni a seconda del circuito della carta. 

Stripe addebita una commissione pari a 20€ al venditore al momento della presentazione delle prove, ma la restituisce se la controversia viene risolta in suo favore.

Tariffe Contestazione Stripe

Quindi, benché in caso di contestazione la tariffa di Stripe sia più alta rispetto a quella di PayPal, è anche vero che è possibile riaverla indietro se si ha ragione, mentre con PayPal il venditore deve sostenere i costi della controversia in qualunque caso. Inoltre su Stripe la procedura è più veloce. 

La piattaforma sta anche introducendo un interessante servizio di gestione automatica delle contestazioni basato sull’IA, Smart Disputes, che compila e invia al posto del venditore i documenti per rispondere. Se vinci, ti viene addebitato il 30% dell’importo contestato; se perdi, non paghi nulla.

Spese di chargeback (storno) in Stripe e PayPal

Se il titolare di una carta di credito ottiene dalla propria banca l’annullamento di un pagamento, le piattaforme di pagamento online addebitano dei costi al venditore.

Con PayPal in Europa le spese di chargeback ammontano a 16€.

Stripe invece addebita una commissione di 15$ per ogni storno.

Anche in questo caso Stripe è leggermente più conveniente.

Tariffa per inattività in Stripe e PayPal

A partire dal 2023, in alcuni Paesi, PayPal addebita una tariffa per inattività ai titolari di conto che non svolgono operazioni da almeno un anno. In diversi paesi europei, tra cui l’Italia, questo costo si applica solo ai conti business e ammonta a 10€.

PayPal può anche chiudere i conti inattivi in passivo.

Stripe non prevede costi per l’inattività dei conti.

Integrazione con i CMS di Stripe e PayPal

Oltre alle tariffe, anche il tempo necessario a far funzionare Stripe o PayPal sul CMS del proprio sito può incidere sui costi finali.

Integrazione con WordPress 

Vediamo come si integrano i due gateway di pagamento con il più popolare dei CMS.

Integrazione di Stripe in WordPress 

Collegare Stripe a WordPress è semplice e si può fare sia con soluzioni low-code che con 3 tipi di plugin WordPress.

I plugin dedicati come WP Simple Pay o WP Full Pay danno la possibilità di inserire i pulsanti di Stripe nel modulo di pagamento di singoli prodotti con shortcode per WordPress o blocchi Gutenberg.

Oppure si possono aggiungere pulsanti di Stripe nei moduli creati con WPForms o Formidable Forms, che offrono metodi di rapidi per aggiungere i propri form alle pagine del sito.

Mentre chi usa già Easy Digital Downloads o WooCommerce – che ha un addon ufficiale per Stripe – può facilmente attivarlo come sistema di pagamento nelle impostazioni, e veder comparire i suoi pulsanti su tutti i prodotti.

In tutti e tre i casi hai a disposizione il tasto Collegati con Stripe, che ti permette di portare a termine l’operazione in pochi clic. Il lato negativo di queste soluzioni è che possono comportare dei costi aggiuntivi sulle transazioni a meno di non acquistare i piani a pagamento dei plugin. Puoi scoprire tutti i dettagli nella nostra guida su come integrare Stripe in WordPress.

Un vantaggio di Stripe è la possibilità di attivare la modalità di test con un cursore direttamente sul sito, qualunque plugin si usi per integrarlo. 

Woocommerce Stripe Gateway Disattivare Test Mode

In alternativa ai plugin, puoi integrare sul sito gli script personalizzati offerti dalla piattaforma, che richiedono solo qualche conoscenza tecnica in più. Oppure puoi inserire su WordPress il codice QR generato per ciascun pagamento.

Integrazione di PayPal con WordPress 

Proprio come quelli di Stripe, i pulsanti di PayPal possono essere inseriti in WordPress sia con plugin che con degli snippet generati in automatico.

Tra i plugin gratuiti ci sono Quick PayPal Payments e WP PayPal (Payment Button for PayPal), che hanno il vantaggio di non applicare commissioni aggiuntive proprie alle transazioni e si configurano in poco tempo.

Per quanto riguarda i componenti aggiuntivi per PayPal di WPForms e Formidable Forms Standard sono compresi solo nei piani a pagamento dei due plugin, però non comportano commissioni sulle transazioni.

Con Easy Digital Downloads e WooCommerce – che prevede un addon gratuito anche per PayPal – integrare PayPal su WordPress è facile come integrare Stripe. 

In WooCommerce basta usare il pulsante per la connessione e avere la pazienza di inserire eventuali informazioni mancanti, e poi si possono configurare i 3 tipi di pagamento PayPal:

  • Checkout standard (PayPal) – attivo di default;
  • Paga in 3 rate;
  • Credit and debit card payments – pagamenti con carta senza login su PayPal. 
Paypal Woocommerce Impostazioni Checkout

Dopodiché i moduli compaiono in automatico su tutte pagine prodotto del sito come succede con Stripe.

Il discorso è lo stesso, e la configurazione un po’ più limitata e veloce, con Easy Digital Downloads, che non prevede commissioni aggiuntive sulle transazioni di PayPal.

Per testare il pagamento con PayPal invece bisogna spostarsi sul proprio profilo su Developer, l’area della piattaforma dedicata agli sviluppatori. 

Per PayPal può essere più facile trovare componenti aggiuntivi che non applicano commissioni ulteriori sulle transazioni.

Anche PayPal genera in automatico il codice dei propri pulsanti così come il codice QR per il pagamento.

Integrazione con PrestaShop e CMS ecommerce

I due gateway di pagamento si possono integrare in modo simile anche sui migliori CMS per l’ecommerce.

Stripe e PayPal si possono aggiungere come metodi di pagamento in PrestaShop attraverso i moduli appositi. Qui la configurazione può essere un po’ più complessa che in WordPress, e poco cambia se si collega Stripe o PayPal.

Anche su Magento sono disponibili estensioni per installare i due sistemi.

Tecnicamente sarebbe possibile attivare PayPal o Stripe anche su Shopify. Però considera che la piattaforma ha un proprio sistema di pagamento integrato chiamato Shopify Payments e applica commissioni aggiuntive per l’uso di qualsiasi altro gateway di pagamento.

Un aspetto di cui tener conto quando si ritrova a scegliere se creare il proprio negozio online con Shopify o WooCommerce.

A proposito… sapevi che esistono modi per integrare Shopify e WordPress?

Integrazione di Stripe e PayPal con i CRM

Se gestisci un ecommerce di una certa dimensione ti sarà senz’altro utile un CRM, cioè un sistema che raccoglie e analizza i dati sui contatti e le vendite. Inutile dire quanto sia comodo poterlo collegare in modo diretto alla piattaforma per il pagamento che usi sul tuo sito.

Nel tempo Stripe ha stretto partnership con tanti CRM popolari e si integra in modo nativo con HubSpot, Salesforce, Zoho, ActiveCampaign, ecc., attraverso API o app dedicate. 

Anche PayPal può essere collegato a diversi CRM, tra cui gli stessi HubSpot, Salesforce e Zoho, ma di solito tramite app di terze parti o piattaforme intermedie, come Zapier. Il risultato è che le funzionalità disponibili tendono a essere più limitate e basiche rispetto a quelle accessibili con l’integrazione tra Stripe e i CRM.

Esperienza di pagamento in Stripe e PayPal

Stripe offre un processo di pagamento fluido, integrato sul sito. L’utente deve solo inserire i dati della carta e può pagare senza uscire dalla pagina.

Se si usa Link, i dati restano in memoria e si possono riutilizzare senza digitarli. Nonostante preveda una sorta di autenticazione a due fattori, anche questa modalità di checkout è veloce e piacevole. 

Con PayPal il checkout è un po’ più lungo e frammentato. Al clic sul pulsante PayPal per il pagamento si apre il popup per il login sulla piattaforma. Dopo l’accesso l’utente vede il riepilogo dell’ordine, e deve confermare o modificare la fonte (saldo PayPal o conti o carte collegate), prima di tornare sul sito e procedere con l’acquisto.

Ci sono quindi vari passaggi esterni al sito, e i tempi di caricamento potrebbero favorire l’abbandono del carrello se la connessione è lenta.

Per ovviare a queste criticità PayPal ha introdotto una modalità più veloce chiamata Pay Now Experience, che permette di eliminare un passaggio mostrando il riepilogo dell’ordine dentro una delle finestre di PayPal.

Trasparenza e disponibilità delle informazioni in Stripe e PayPal

Stripe prevede meno tariffe e le spiega in modo inequivocabile nella pagina del sito dedicata, che vedrai localizzata per il paese da cui fai la ricerca.

Tariffe Stripe

Una pagina analoga per PayPal esiste ma è molto più nebulosa e non raggiungibile dal menù di navigazione del sito.

Paypal Pagina Business Sito

Si finisce quindi sul tariffario di PayPal per i commercianti: lunghissimo e complesso. In parte è la conseguenza del fatto che la piattaforma, come abbiamo visto, non è solo un gateway di pagamento. Però a causare il disorientamento dell’utente business sono soprattutto le espressioni ambigue e le spiegazioni lacunose (con link interni che o non funzionano o lo fanno rimbalzare da una pagina poco chiara all’altra). 

Per esempio nel tariffario non è possibile capire se chi vuole vendere prodotti o servizi sul proprio sito debba fare riferimento alla tabella Tariffe per le transazioni commerciali o a Servizi di pagamento online di PayPal.

Paypal Tariffe Commercianti

Solo chi già la conosce può riuscire a individuare la commissione standard di PayPal in fondo alla tabella Tariffe per le transazioni commerciali, dov’è indicata come Tutte le altre transazioni commerciali.

Paypal Tariffe Transazioni Commerciali

Assistenza clienti di Stripe e PayPal

Se ai suoi albori Stripe non era certo nota per la qualità della sua assistenza clienti, oggi le cose sono diametralmente opposte. Il supporto è uno dei punti di forza di Stripe da quando nel 2018 è diventato disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, via telefono e chat live, in inglese, mentre resta disponibile via mail anche in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, cinese semplificato e giapponese.

Un tempo gli sviluppatori potevano cercare assistenza anche su Freenode; ora hanno a disposizione il server Discord Stripe Developers.

Con i piani premium di Stripe sono disponibili canali preferenziali e l’assegnazione di un responsabile tecnico per l’account. 

PayPal offre assistenza tramite telefono, email, chat dal vivo e forum della comunità, ma di solito in orario d’ufficio, che non sempre combacia con le esigenze e il fuso orario di chi gestisce delle vendite online.

È più facile trovare utenti business che si lamentano del servizio clienti di PayPal che utenti business soddisfatti. Tra i vari motivi ci sono l’impossibilità di contattare telefonicamente l’assistenza e i tempi molto lunghi di risposta alle comunicazioni scritte (spesso superiori alle 24-48 ore).

Spesso i venditori percepiscono PayPal come orientata alla tutela dell’acquirente a discapito delle aziende.

C’è chi sostiene che la facilità con cui si può aprire una contestazione su PayPal incoraggerebbe i clienti a usare questa funzione anziché cercare di risolvere i problemi relativi agli ordini attraverso l’assistenza del venditore.

Le segnalazioni sui forum riguardo ad account bloccati senza fornire un modo per sbloccarli, invece, purtroppo riguardano entrambe le piattaforme.

Conclusioni: meglio Stripe o PayPal?

In questo confronto tra Stripe e PayPal abbiamo passato in rassegna i principali aspetti da considerare per scegliere uno dei due sistemi come gateway di pagamento.

Abbiamo visto che Stripe supporta molte più valute e metodi di pagamento rispetto a PayPal e offre tariffe standard nazionali e internazionali più economiche e trasparenti.

D’altra parte PayPal è disponibile su più paesi ed è molto conveniente per chi riceve soprattutto micropagamenti, in molti casi permette la rateizzazione senza costi aggiuntivi e, soprattutto, resta il metodo di pagamento online preferito di tante persone. 

Il checkout di Stripe offre di solito una migliore esperienza utente, ma PayPal ha iniziato a proporre dei pulsanti che rendono più rapido il suo; oltre ad aver introdotto una pagamento con carta senza login simile a quello di Stripe a un prezzo competitivo.

Mentre aggiungere Stripe o PayPal ai CMS richiede lo stesso livello di impegno, Stripe ha dalla sua l’integrazione nativa con i più famosi CRM e un supporto clienti molto più presente e apprezzato.

Se stai pensando di aggiungerli entrambi al tuo sito, metti sul piatto della bilancia non solo il potenziale miglioramento delle conversioni ma anche l’aumento della complessità di gestione e del rischio di guasti.

Hai già attivato Stripe o PayPal sul tuo sito? Ti trovi bene col gateway di pagamento che hai scelto? Se vuoi, parliamone nei commenti. 


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