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Penalizzazione Google: cos’è e come uscirne

Maggio 5, 2022 / Pubblicato in:  da Maria Grazia Guzzo
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In questa guida facciamo chiarezza sull’incubo di tutti i possessori di siti web: la penalizzazione Google. Perché Google penalizza i siti che violano le norme? Quali sono le violazioni che possono portare a una penalizzazione manuale e cosa succede quando si perde traffico per un aggiornamento dell’algoritmo?

In questa guida dettagliata andremo a vedere cosa sono le penalizzazioni, come identificarle sul nostro sito e come uscirne. Vedremo che tipi di violazioni ci sono e come fare a risolvere caso per caso. Esamineremo quindi le penalizzazioni manuali, quelle algoritmiche e le violazioni delle norme per le sezioni Google News e Discover.

Penalizzazione Google

Cos’è una penalizzazione da parte di Google

Cos’è esattamente una penalizzazione di Google? I motori di ricerca valutano costantemente i siti e le pagine web per garantire agli utenti che i risultati di ricerca mostrati siano sempre pertinenti e mostrino contenuti di valore.

Per tenere alto il livello di qualità delle SERP, vale a dire le pagine dei risultati dei motori di ricerca, vengono studiati sempre nuovi metodi per affinare la valutazione delle pagine web. Questo è possibile premiando i siti che meritano maggiore visibilità, ma anche penalizzando i siti che presentano problemi.

Penalizzazione Google: quali sono i motivi?

Come avremo modo di approfondire nel corso di questa nostra guida, le penalizzazioni possono dipendere da attività che non vengono viste di buon occhio da Google, ma anche da contenuti di scarsa qualità nelle pagine del sito.

La presenza di link ritenuti non naturali, le attività che rientrano nella black hat SEO, questi sono solo alcuni esempi generici che possono portare a una penalizzazione da parte di Google.

Qual è la conseguenza di una penalizzazione Google?

A cosa servono le penalizzazioni dei motori di ricerca

Lo scopo delle penalizzazioni di Google è quello di ridurre la visibilità delle pagine web che sono correlate a pratiche scorrette spesso volte a manipolare i risultati sui motori di ricerca.

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In parole semplici è come se il proprietario di un sito fosse stato sorpreso a barare per ottenere un posizionamento migliore rispetto a un sito che, invece, segue le linee guida dei motori di ricerca. La conseguenza è una penalizzazione che comporta, quindi, una perdita di posizioni nelle SERP.

Come vedremo in base al tipo di penalizzazione le conseguenze possono essere più o meno gravi e possono riguardare una sola pagina o l’intero sito.

Vediamo che tipi di penalizzazione Google ci sono.

Tipi di penalizzazioni

Esistono due grandi categorie di penalizzazioni: manuali e algoritmiche.

Penalizzazioni manuali

Le penalizzazioni manuali sono delle azioni manuali volte a penalizzare un sito. Google ha un suo team interno che si occupa di combattere lo spam e di individuare attività che violano le linee guida.

Inoltre, attraverso un apposito form, è anche possibile segnalare le pagine in caso di spam o altre violazioni delle indicazioni per i webmaster.

Segnalazione Spam Google

Quando ricevi una penalizzazione manuale ti viene notificata attraverso la Search Console, vedremo nelle prossime sezioni come fare a individuare le penalizzazioni Google e capirne le motivazioni.

Penalizzazioni algoritmiche

Anche se Google ha predisposto un team per il controllo dei risultati di ricerca, per evitare lo spam fa anche affidamento sulle soluzioni automatiche e per questo motivo aggiorna frequentemente il suo algoritmo di ricerca.

L’algoritmo è in grado di individuare alcune violazioni delle linee guide e applicare delle azioni automatiche che rientrano quindi nelle penalizzazioni algoritmiche.

In questo caso le azioni automatiche non vengono segnalate, per cui non si riceveranno notifiche come nel caso delle azioni manuali.

Vale la pena aprire una piccola parentesi sugli aggiornamenti dell’algoritmo di Google per capire meglio la loro evoluzione.

Evoluzione dell’algoritmo di Google

Come fa Google a valutare la qualità delle pagine web? Per fornire i risultati di ricerca migliori e più pertinenti, Google utilizza un algoritmo che viene costantemente migliorato e aggiornato.

Alcuni cambiamenti sono volti a migliorare la comprensione delle query, altri sono stati introdotti appositamente per ridurre lo spam. Facciamo una breve panoramica di alcuni degli aggiornamenti più importanti.

Tra gli aggiornamenti validi fino ad oggi che sono stati introdotti per combattere le attività di spam e di manipolazione dei risultati di ricerca ci sono Panda e Penguin.

Introdotto per la prima volta nel febbraio 2011, Panda concretizza il volere di Google nel contrastare le tecniche di black hat SEO. Nello specifico Panda nasce per contrastare i siti di bassa qualità, vale a dire che abbiano poco valore aggiunto per gli utenti o contenuti copiati da altri siti.

A seguire, nell’aprile 2012, Google torna a colpire i siti spam, stavolta concentrandosi verso le pratiche di link building volte a manipolare i risultati di ricerca. Nel centro del mirino del nuovo algoritmo, che questa volta prende il nome di Penguin, ci sono i link non naturali.

Se in un primo momento Penguin veniva utilizzato per fare pulizia periodicamente, dal 2016 diventa parte integrante dell’algoritmo principale ed è quindi in grado di analizzare i siti in tempo reale.

Ripercorrendo gli aggiornamenti che hanno interessato sopratutto la lotta allo spam, vale la pena ricordare anche EMD. Lanciato nel 2012, questo aggiornamento cambia le regole in tavola per chi ha scelto un dominio internet formato da parole chiave.

Anche questa volta ad essere penalizzati sono i siti di bassa qualità che sfruttando la presenza di parole chiave nel dominio riuscivano ad ottenere buone posizioni nelle SERP.

Nell’agosto 2013 Google introduce Hummingbird, annunciandolo a tutti gli effetti solo un mese dopo, a settembre. In questo caso l’obiettivo è di restituire dei risultati di ricerca più pertinenti analizzando l’intera query e cercando così di rispondere in maniera più precisa all’intento di ricerca.

In seguito nel 2015 l’interpretazione delle query di ricerca è stata ancora più affinata con l’algoritmo RankBrain e poi ancora nel 2019 con Bert.

Come identificare le penalizzazioni

Google permette ai possessori dei siti web di essere avvisati quando è in atto una penalizzazione.

Per le penalizzazioni manuali, infatti, viene inviata una notifica attraverso la Google Search Console, che permette ai proprietari del sito di capire la motivazione della penalità e quindi dà la possibilità di risolvere il problema.

Il report Azioni manuali nella sezione Sicurezza e azioni manuali della Search Console, ci permette di tenere traccia della cronologia delle penalità.

Search Console Azioni Manuali
Se non ci sono state azioni manuali nei confronti del tuo sito, vedrai una schermata come questa che indica “nessun problema rilevato”.

Se la penalizzazione è grave e si va incontro a ban, non viene solo penalizzata una pagina del sito web, ma può succedere che l’intero sito venga escluso dalle SERP.

Tieni presente che la rimozione di una pagina dai risultati di ricerca può avvenire in maniera temporanea o definitiva. Rientrano in questi casi le violazioni gravi delle norme sulla qualità.

Una ricerca con l’operatore “site:” ci può aiutare a capire quante pagine del nostro sito sono indicizzate da Google. Questa funzione si rivela molto utile anche quando vogliamo fare un’analisi SEO del sito.

Google Ricerca Con Operatore Site

Le penalizzazioni automatiche non vengono segnalate, per cui può essere più difficile capirne l’origine. Per questo motivo, oltre a seguire sempre le linee guida di Google, è bene tenere d’occhio il traffico del sito con uno strumento come Google Analytics.

Ricordati che un calo del traffico non deve essere necessariamente associato a un aggiornamento dell’algoritmo. Devi, infatti, tenere in considerazione anche altri fattori che possono far variare il traffico organico.

Per esempio la stagionalità degli argomenti o miglioramenti da parte dei siti competitor che portano il tuo sito a perdere posizioni nelle SERP e quindi traffico in entrata. Altri problemi possono essere dovuti anche ad impostazioni errate del file robots.txt che stanno impedendo ai crawler l’accesso ad alcune sezioni del sito.

Penalizzazione Google: quanto dura?

Non è facile dare una risposta univoca a questa domanda, le penalizzazioni possono avere un impatto diverso in base alle loro cause.

Per le penalizzazioni manuali, come avremo modo di vedere in questa guida, c’è la possibilità di richiedere a Google una riconsiderazione del sito. Anche per quanto riguarda le penalizzazioni dovute agli aggiornamenti dell’algoritmo, l’unica strada da seguire è quella di risolvere i problemi.

Vediamo, quindi, come fare a inviare una richiesta di riconsiderazione nel caso di una penalizzazione manuale.

Come richiedere una riconsiderazione

Se il tuo sito è oggetto di un’azione manuale, puoi inviare una richiesta di riconsiderazione dopo aver risolto il problema.

Per prima cosa devi individuare i problemi sul sito, puoi farlo partendo dalle indicazioni che ti vengono fornite attraverso la Search Console nel caso in cui sia stata applicata una penalizzazione verso il tuo sito.

Dal report Sicurezza e azioni manuali puoi accedere alla sezione Azioni manuali.

Search Console Azioni Manuali

Se è presente una penalizzazione Google, in questa sezione vedrai la descrizione della violazione. Inoltre, espandendo la voce relativa alla violazione potrai anche identificare gli URL coinvolti.

Tieni presente che le penalizzazioni possono interessare alcune pagine specifiche o l’intero sito.

Oltre alla descrizione della violazione, Google ti fornirà anche ulteriori dettagli per aiutarti a risolvere il problema.

Dopo aver apportato le necessarie modifiche al sito potrai richiedere una riconsiderazione. Dal report delle azioni manuali dovrai fare click su Richiedi esame e compilare la richiesta di riconsiderazione.

Azioni Manuali Richiedi Esame

Nella richiesta dovrai fornire tutte le informazioni richieste e in particolare dovrai:

  • specificare il problema che ha generato la penalizzazione
  • spiegare nel dettaglio cosa hai fatto per risolvere il problema e correggere la violazione
  • fornire informazioni sulle contromisure adottate per non ricadere nello stesso errore.

Le tempistiche per valutare la riconsiderazione variano, il tempo di attesa può partire da giorni o settimane, ma nella maggior parte dei casi può prolungarsi anche oltre. Sarai notificato con un’email quando l’esame del tuo sito sarà completato e ti sarà comunicato l’esito.

Come dicevamo, prima di poter inviare una richiesta di esame del sito, devi risolvere i problemi. Vediamo perciò come uscire da una penalizzazione Google, esaminando le penalizzazioni manuali, algoritmiche e le violazioni delle norme per le sezioni Google News e Discover.

Come uscire da una penalizzazione Google

Ora che abbiamo introdotto cos’è una penalizzazione Google e che tipi diversi di penalità ci sono, passiamo a vedere nel dettaglio l’elenco delle penalizzazioni e come fare a risolvere i problemi di caso in caso.

Come risolvere azioni manuali e problemi di sicurezza

In questa sezione vedremo quali sono le azioni manuali, vale a dire le penalizzazioni che vengono applicate da Google quando ci sono problemi sul sito.

Nello specifico vedremo come risolvere i seguenti problemi:

  • contenuti di bassa qualità o scarso valore
  • testo nascosto o uso di parole chiave in eccesso
  • cloaking e reindirizzamenti non ammessi
  • immagini compromesse
  • reindirizzamenti non ammessi su dispositivi mobili
  • discrepanze tra pagine AMP e canoniche
  • problemi con i dati strutturati
  • host gratuito contenente spam
  • spam generato dagli utenti
  • puro spam
  • link in entrata non naturali
  • link in uscita non naturali
  • sito compromesso.

Contenuti di bassa qualità o scarso valore

Partiamo da quelli che Google definisce Contenuti scarni con poco o nessun valore aggiunto. Una segnalazione di questo tipo ci comunica che sono presenti pagine del nostro sito che sono di bassa qualità.

Il problema può essere riscontrato solo su alcune pagine, o sull’intero sito. Tieni presente che nel report delle Azioni manuale ti verrà indicato se il problema riguarda alcune specifiche pagine.

Cosa significa esattamente? In questa categoria possono rientrare quei contenuti di “scarso valore aggiunto” come per esempio contenuti duplicati, perché presenti su più pagine o perché già presenti su altri siti.

Blog

Questa categoria comprende quindi:

  • contenuti che provengono da altre fonti (in sostanza contenuti copiati)
  • contenuti generati in maniera automatica
  • post o pagine per l’affiliate marketing che non contengono informazioni originali
  • pagine doorway, vale a dire pagine ottimizzate per i motori di ricerca che reindirizzano poi verso altre con contenuti differenti.

Come si risolve?

Visto che il problema è dato dalla scarsa qualità dei contenuti o dalla presenza di contenuti duplicati perché già presenti in rete, per risolvere si dovranno individuare i contenuti “incriminati” e migliorarli.

Per esempio potresti verificare la presenza di contenuti duplicati con software come Plagiarisma o Copyscape.

Se hai usato software per creare contenuti generati automaticamente o se usi pagine doorway dovrai eliminarle o rimpiazzare le pagine con contenuti di valore.

Lo stesso vale per i post e le pagine per le affiliazioni.

Affiliazione

Se sei in dubbio su come fare per creare contenuti di qualità, puoi seguire le indicazioni di Google, una serie di domande che ti aiutano a capire se sei sulla strada giusta per creare contenuti di qualità.

Infatti, non è solo importante risolvere i problemi una volta sola, ma capire come creare contenuti di valore, per esempio come scrivere un articolo utile, per non rifare successivamente lo stesso errore.

Dopo aver risolto i problemi, puoi richiedere una riconsiderazione del sito.

Testo nascosto o uso di parole chiave in eccesso

Un altro problema che può sorgere nella creazione dei contenuti di pagine o post del tuo sito è quello di utilizzare delle tecniche per nascondere il testo o per utilizzare in maniera ripetuta le parole chiave (keyword stuffing). Queste tecniche servono a far sì che il testo non sia visibile agli utenti, ma lo sia ai crawler.

In questa categoria rientrano diverse azioni:

  • usare lo stesso colore per testo e sfondo, in modo che il lettore non possa vedere il testo;
  • testo visibile solo nel codice della pagina;
  • testo inserito solo per aumentare la densità delle parole chiave nella pagina;
  • parole chiave ripetute nei tag e nel testo alternativo delle immagini.

Come si risolve?

Per risolvere questa penalizzazione Google bisogna verificare che il sito appaia allo stesso modo sia ai nostri visitatori che ai crawler.

Google ci aiuta anche questa volta mettendoci a disposizione lo strumento Controllo URL. Dalla Search Console è possibile controllare un URL e vedere una copia di come la pagina viene vista dai bot di Google.

Search Console Pagina Testata Googlebot

A questo punto devi identificare e risolvere i possibili problemi come l’uso di parole chiave in eccesso o la presenza di testo nascosto. Dopodiché puoi inviare una richiesta di riconsiderazione.

Nello specifico per quanto riguarda le immagini, può esserti utile la lettura della nostra guida su come ottimizzare le immagini per la SEO.

Cloaking e reindirizzamenti non ammessi

Il cloaking consiste nel mostrare a utenti e motori di ricerca contenuti diversi.

Una piccola nota: ci sono casi in cui è necessario mostrare contenuti differenti, per esempio nel caso di contenuti in abbonamento. In questi casi particolari, però, si usano i dati strutturati per permettere ai motori di ricerca di capire che si tratta proprio dei cosiddetti contenuti protetti da paywall.

Se, invece, questa attività viene fatta solo allo scopo di manipolare i risultati dei motori di ricerca, si rischia di andare incontro a una penalizzazione da parte di Google.

Un altro problema può essere dovuto ai reindirizzamenti non ammessi. Accanto ai redirect 301 usati in maniera appropriata, per esempio per segnalare un contenuto spostato verso un altro url, ci sono anche reindirizzamenti usati per ingannare i motori di ricerca.

Questo tipo di reindirizzamenti possono per esempio voler rimandare gli utenti che utilizzano dispositivi desktop alla pagina “originale” e reindirizzare, invece, gli utenti che vogliono vedere la versione mobile verso un URL diverso.

Come si risolve?

La soluzione per questa tipologia di penalizzazione Google consiste nel verificare i reindirizzamenti e rimuovere quelli che possono dare problemi, come reindirizzamenti condizionali o quelli volti a mostrare contenuti differenti a motori di ricerca e utenti.

Puoi verificare e correggere i reindirizzamenti andando a controllare il file .htaccess o il plugin che hai usato per implementarli.

Anche in questo caso, dopo aver risolto i problemi sul sito, puoi richiedere la riconsiderazione.

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Immagini compromesse

Proprio come abbiamo appena visto per il cloaking, ci possono essere casi in cui le immagini mostrate nei risultati di ricerca sono differenti rispetto a quelle presenti sul sito. Questo problema, che Google identifica come immagini compromesse, può portare a una penalizzazione.

Modificare Foto

Rientrano in questa attività anche i casi in cui si utilizzano immagini diverse per oscurare l’immagine principale.

Come si risolve?

Per risolvere questa penalizzazione Google, assicurati che le immagini vengano mostrate allo stesso modo sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Se vuoi che un’immagine non venga mostrata nei risultati di ricerca puoi seguire le indicazioni di Google per la rimozione.

Dopo aver risolto i problemi, puoi inviare una richiesta a Google per la riconsiderazione del sito.

Reindirizzamenti non ammessi su dispositivi mobili

In alcuni casi vengono create versioni alternative di una pagina per gli utenti che si collegano da dispositivi mobili. Qualora queste pagine non siano accessibili ai crawler, si stanno violando le linee guida di Google e si rischia quindi di incorrere in una penalizzazione dal motore di ricerca.

Sito Mobile Friendly

Il reindirizzamento per gli utenti che usano dispositivi mobili non è di per sé una violazione, ma lo diventa quando si utilizza questa tecnica per reindirizzare gli utenti verso contenuti diversi.

Come si risolve?

Google precisa che nella maggior parte dei casi questi reindirizzamenti non sono intenzionali. Questo vuol dire che la prima cosa da fare è verificare che il sito non sia compromesso o che i reindirizzamenti non siano generati da script sul sito, per esempio per mostrare annunci pubblicitari e reindirizzare verso un altro sito.

In ogni caso dovrai correggere le pagine e assicurarti che non ci siano questo tipo di redirect. Puoi testare le pagine del tuo sito da un dispositivo mobile o anche utilizzare un emulatore.

Dopo aver rimosso i reindirizzamenti puoi inoltrare una richiesta di riconsiderazione per risolvere la penalizzazione Google.

Per prevenire questo tipo di problemi è consigliabile verificare periodicamente la presenza di reindirizzamenti, visitando la versione mobile del sito.

Inoltre, può anche essere utile utilizzare gli avvisi di Google Analytics per ricevere delle notifiche quando ci sono cali di traffico o quando si riduce il tempo delle visite sul tuo sito, restringendo il campo solo agli utenti che usano dispositivi mobili. Si tratta di un campanello d’allarme che potrebbe farti individuare tempestivamente problemi di utilizzo da dispositivi mobili.

Discrepanze tra pagine AMP e canoniche

Le pagine AMP dovrebbero avere contenuti paragonabili a quelli delle pagine canoniche corrispondenti. Quando i contenuti sono diversi si può incorrere in una penalizzazione Google, vediamo cosa si può fare per uscirne.

Come si risolve?

Visto che i contenuti della versione AMP delle pagine devono essere gli stessi di quelli delle pagine canoniche corrispondenti occorre fare delle verifiche.

Bisogna assicurarsi che le pagine AMP siano associate alle corrispondenti pagine web canoniche e che non ci siano errori nelle corrispondenze tra le due versioni, per quanto riguarda i contenuti.

Strumento Controllo Url Search Console

Usando lo strumento di controllo URL della Search console si può verificare che non ci siano problemi. Eventualmente può essere necessario intervenire se il file robots.txt sta bloccando delle risorse necessarie in una delle due versioni.

Dopo aver apportato le modifiche, si può richiedere la riconsiderazione delle pagine penalizzate.

Problemi con i dati strutturati

Il markup del sito deve essere in linea con le istruzioni di Google per i dati strutturati. Qualora ci fossero violazioni, si può incorrere in una penalizzazione da parte del motore di ricerca.

Come si risolve?

Se ricevi una segnalazione per problemi con i dati strutturati, dovrai verificare che il markup utilizzato sia corretto e non ci siano errori.

Dopo aver risolto i problemi e modificato i dati strutturati in modo che siano corretti, potrai richiedere una riconsiderazione del sito.

Host gratuito contenente spam

I servizi di hosting che offrono spazio web gratuitamente vengono spesso presi di mira dallo spam. Quando questo problema interessa più siti può essere penalizzato l’intero servizio.

Vediamo perciò cosa fare nel caso di questa specifica penalizzazione Google sia come proprietari del sito che come provider.

Come si risolve?

Ai provider viene richiesto di monitorare lo spam in modo da ridurlo e cercare di impedirlo. I provider sono anche tenuti a impedire la creazione automatica di nuovi account e a rimuovere gli account che contengono spam.

Spam

I proprietari dei siti a loro volta possono contattare il provider e segnalare la penalizzazione. Anche così facendo, però, il problema potrebbe ripresentarsi, anche dopo essere riusciti ad ottenere una riconsiderazione del sito.

Il consiglio migliore in questo caso è di affidarsi a un provider serio. Nel nostro caso con un investimento di 34€ all’anno puoi avere un hosting condiviso affidabile e sicuro.

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Spam generato dagli utenti

Questa penalizzazione Google riguarda nello specifico i contenuti generati dagli utenti, rientrano tra di essi i commenti dei blog, i profili degli utenti, ma anche i forum sia nelle discussioni che nelle firme dei post.

Come si risolve?

È bene verificare che non vi siano commenti generati automaticamente, che rimandino ad annunci, contenuti inappropriati o che contengano link palesemente spam.

Una volta individuati i commenti e i contenuti di spam si possono rimuovere, è importante però anche agire preventivamente per evitare lo spam.

Sui siti WordPress si può attivare la moderazione dei commenti e verificarne i contenuti prima di approvarli. Inoltre ci sono anche plugin, come per esempio Akismet, che ci aiutano a tenere lo spam alla larga dal nostro sito. Puoi anche usare un codice CAPTCHA per evitare i commenti dei bot.

Dopo aver risolto i problemi e trovato un sistema valido per ridurre lo spam, si può richiedere la riconsiderazione del sito.

Puro spam

Quando Google ci segnala un’azione manuale per puro spam, il nostro sito ha letteralmente passato il limite.

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Una penalizzazione Google di questo tipo è riservata a violazioni gravi delle linee guida. Tra di esse ci può essere la presenza di contenuti di scarsa qualità, per esempio contenuti generati automaticamente o copiati. Altre violazioni possono essere volte a manipolare i risultati di ricerca con tecniche sconsigliate da Google come il cloaking.

Questi sono solo alcuni esempi, ma più azioni perpetrate sul sito e rilevate da Google possono portare a una penalizzazione che può riguardare solo alcune pagine, o l’intero sito.

Come si risolve?

In questo caso bisogna intervenire risolvendo le violazioni che hanno portato alla penalizzazione da parte di Google. Dopo essere sicuri di aver risolto i problemi, si può richiedere la riconsiderazione.

Link in entrata non naturali

Quando abbiamo parlato di link building, abbiamo visto che ci sono link naturali e link costruiti ad hoc o ingannevoli.

Link

La presenza di link non naturali che rimandano gli utenti verso il tuo sito può essere vista come acquisto di link o identificata come la partecipazione a uno schema di link, come nel caso di uno scambio di link. Queste attività sono una violazione delle linee guida di Google e possono perciò portare a una penalizzazione.

Come si risolve?

La prima cosa da fare è capire quali link hanno condotto alla penalizzazione. Puoi utilizzare la Search Console per ottenere l’elenco di tutti i link in entrata (link esterni).

Dopodiché dovrai identificare quelli che corrispondono alla violazione. A questo punto hai due strade:

  • puoi contattare i proprietari dei siti e chiedere di rimuovere i link o di utilizzare l’attributo rel “nofollow”;
  • puoi usare lo strumento disavow link messo a disposizione da Google per rifiutare a tutti gli effetti quei link che non riesci a rimuovere.
Disavow Link

Tieni presente che lo strumento disavow deve essere usato come ultima alternativa. Inoltre, se utilizzato in maniera scorretta, può farti perdere traffico organico.

Dopo che hai completato le operazioni per rimuovere i link, puoi richiedere una riconsiderazione del sito.

Link in uscita non naturali

Anche in questo caso la presenza di link ingannevoli o artificiali che dal tuo sito rimandano ad altri, viene considerata una violazione delle linee guida e pertanto comporta una penalizzazione Google.

Come si risolve?

Come abbiamo visto per i link in entrata, anche in questo caso dovrai agire correggendo i link che violano le istruzioni per webmaster.

Rientrano in questa casistica i siti che effettuano scambi di link in maniera eccessiva o i link che vengono identificati come a pagamento.

In questo caso puoi rimuovere i link o modificarli usando l’attributo nofollow, in modo da non passare autorevolezza al sito di destinazione.

Dopo aver corretto i link sul sito, puoi richiedere una riconsiderazione del sito attraverso la Search Console.

Sito compromesso

Quando un sito viene compromesso da un attacco hacker, Google può rilevare problemi di sicurezza e dare indicazioni su come agire per ripristinare il sito.

Come si risolve?

I problemi di questo tipo vengono segnalati nel report Problemi di sicurezza della Search Console.

Search Console Problemi Di Sicurezza

Puoi seguire le indicazioni di Google per risolvere i problemi. Tieni presente che finché i problemi individuati non vengono risolti, il browser può mostrare un avviso per allertare gli utenti che cercano di visitare il tuo sito.

Come risolvere le penalizzazioni algoritmiche

A differenza delle penalizzazioni manuali, le penalizzazioni dovute a cambiamenti dell’algoritmo sono più difficili da individuare e di conseguenza da correggere.

Un buon punto di partenza può essere quello di seguire le evoluzioni dell’algoritmo ed adeguarsi di conseguenza.

Seguire la logica della creazione dei contenuti per l’utente e non per i motori di ricerca, ci porta sulla buona strada per creare contenuti di reale interesse e quindi in linea con l’obiettivo di Google di fornire agli utenti risultati pertinenti.

Motori Di Ricerca

Nello specifico per una penalizzazione da Google Panda, l’algoritmo che ha penalizzato i contenuti di bassa qualità, sarà necessario migliorare la qualità dei contenuti.

D’altra parte Penguin ha penalizzato i siti con backlink manipolativi, per cui da questo aggiornamento dovremmo aver imparato che investire su link di bassa qualità e perpetrare attività di spam sul sito, non sono attività che ripagano.

Il consiglio è di prestare quindi più attenzione ai contenuti e alla link building del sito, senza cercare facili scorciatoie.

Come risolvere le violazioni delle norme di News e Discover

Nel 2021 Google ha introdotto delle nuove linee guida specifiche per le sezioni Google News e Google Discover.

La violazione di queste linee guida può portare a una penalizzazione Google. In questo caso, però, il sito o le pagine penalizzate, non verranno mostrati solo nelle sezioni News e Discover, ma non ci saranno penalizzazioni nei risultati del motore di ricerca.

Google News

Queste violazioni rientrano nelle azioni manuali di Google e per risolverle bisogna seguire sempre questi due passaggi:

  1. per prima cosa bisogna individuare ed eliminare i contenuti che stanno violando le norme (es. contenuti ingannevoli o espliciti)
  2. dopodiché si potrà inviare una richiesta di riconsiderazione.

Vediamo nello specifico quali sono le penalizzazioni Google in base alle norme delle sezioni News e Discover.

Contenuti con temi per adulti

Le linee guida per i contenuti della sezione Discover vietano esplicitamente i contenuti per adulti. In questa categoria, quindi, rientrano nudità, materiale esplicito o anche allusivo.

Contenuti sessualmente espliciti

Le norme per le sezioni Google News e Discover vietano la pubblicazione di contenuti espliciti, per esempio immagini o video. Anche in questo caso per richiedere una riconsiderazione, è necessario rimuovere tutti i contenuti non conformi.

Linguaggio volgare e blasfemo

I contenuti che presentano linguaggio volgare, oscenità o blasfemia, violano le norme di Google e possono essere pertanto rimossi dalle sezioni News e Discover.

Violenza e contenuti efferati

Come per i contenuti espliciti, Google non ammette materiale efferato o violento perché potrebbe incitare alla violenza.

Contenuti pericolosi

Rientrano in questa categoria contenuti che possono comportare danni a persone e animali, per esempio incoraggiando a comportamenti rischiosi.

Contenuti molesti

Le norme di News e Discover vietano la pubblicazione di contenuti molesti, come atti di bullismo, minacce, maltrattamenti e denigrazioni, o materiali che possono essere utilizzati a tale scopo.

Contenuti che incitano all’odio

I contenuti che incitano all’odio sono una chiara violazione delle norme e possono perciò portare a una penalizzazione da parte di Google. Rientrano in questa definizione i materiali che promuovono la violenza, l’odio e il disprezzo verso persone o gruppi di persone in relazione a etnia, origine, religione, nazionalità, orientamento sessuale e altre caratteristiche.

Contenuti di natura terroristica

La pubblicazione di materiale che celebra la violenza e promuove atti di terrorismo ed estremismo viola le norme e pertanto può portare a una penalizzazione del sito nelle sezioni News e Discover.

Contenuti ingannevoli

Un altro esempio di violazione è la presenza sul sito di contenuti ingannevoli. Per esempio l’utilizzo di titoli e descrizioni di contenuti che poi effettivamente non vengono trattati nella pagina di destinazione.

Contenuti multimediali manipolati

Pubblicare materiale come video, immagini e audio che sono stati oggetto di manipolazione per ingannare gli spettatori, è una violazione delle norme di Google per le sezioni Discover e News.

Google specifica anche che nel caso in cui si vogliano utilizzare questi materiali a scopo parodistico è necessario comunicare chiaramente l’intento. In questo caso, quindi per uscire da una penalizzazione manuale di questo tipo, si possono modificare i contenuti aggiungendo un disclaimer o rimuoverli. Successivamente si può richiedere una riconsiderazione del sito.

Contenuti medici

I contenuti che sono in contrasto con le prove scientifiche o mediche e che non possono essere fondati su prove concrete, costituiscono una violazione delle norme di Google.

Aggiornamenti artificiali

L’attività di aggiornamento delle data di pubblicazione senza l’aggiunta di informazioni rilevanti rientra tra le violazioni delle sezioni News e Discover.

Per uscire da questa penalizzazione bisogna correggere le date o provare che l’aggiornamento della data era giustificato.

Trasparenza

Le sezioni News e Discover hanno delle politiche sulla trasparenza. Questo significa che non fornire informazioni su autori, testata, editore e azienda e le relative informazioni di contatto, costituisce una violazione.

Conclusioni

In questa guida abbiamo visto tutto ciò che riguarda la penalizzazione Google. Siamo partiti dallo scopo delle penalizzazioni e abbiamo visto che Google utilizza sia sistemi automatici per individuare le violazioni che mette all’opera un team di professionisti per combattere lo spam e le attività di manipolazione delle SERP.

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Abbiamo capito come fare a indentificare le penalizzazioni e come muoverci per inviare una richiesta di riconsiderazione del sito. Dopo aver introdotto i tipi di penalizzazioni e i cambiamenti più significativi nell’algoritmo di Google, nella seconda parte della guida abbiamo esaminato le penalizzazioni manuali e come uscirne.

Abbiamo quindi visto anche cosa tenere in considerazione riguardo alle penalizzazioni algoritmiche. Per finire ci siamo concentrati sulle nuove policy introdotte da Google per le sezioni News e Discover.

Il tuo sito è mai stato penalizzato da Google? Sei riuscito a correggere gli errori e a ottenere una riconsiderazione? Fammi sapere con un commento.

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