fb-pixel
SupportHost italian

Guida completa ai link follow e nofollow

In passato consulenti SEO, copywriter e proprietari di siti web hanno dedicato molto tempo ad aggiungere rel=”nofollow” ai propri link esterni e interni, con l’idea di non “regalare” valore SEO ai concorrenti o di indirizzarlo verso le proprie pagine più importanti. 

Oggi sono cambiati non solo il ruolo di questo attributo, ormai limitato a un numero di casi molto ristretto, ma anche il suo effetto reale sul PageRank. Nonostante ciò, se vuoi lavorare con i contenuti web, capire bene la differenza tra link follow e nofollow resta indispensabile.

Qui trovi tutto quel che ti serve sapere per scegliere con consapevolezza tra link follow e nofollow: come funzionano, quando usare l’uno o l’altro. Scoprirai anche come modificare gli attributi dei collegamenti con metodi sempre validi o specifici per WordPress, e come ricavare una lista dei link presenti sul tuo sito divisi tra follow e nofollow.

I link follow e nofollow sono due tipi di collegamenti ipertestuali che permettono di passare da una pagina web a un’altra. Dal punto di vista dell’utente il loro funzionamento è identico: entrambi gli consentono di raggiungere la pagina di destinazione con un semplice clic.

La differenza si trova nel codice HTML del collegamento, che oltre all’indirizzo della pagina di destinazione può contenere attributi aggiuntivi con informazioni sul rapporto tra la pagina che ospita il link e quella a cui punta. Uno di questi attributi è rel – abbreviazione di relationship, cioè relazione – che indica la natura del collegamento attraverso valori specifici come nofollow, sponsored o ugc.

Differenza link follow nofollow

Quando un link include l’attributo rel=”nofollow” viene definito link nofollow; se invece l’attributo è assente, il collegamento viene considerato follow, che è il comportamento predefinito dei link sul web. Questa distinzione non cambia nulla per chi naviga, ma fornisce ai motori di ricerca indicazioni preziose su come interpretare il collegamento.

La pagina Our story di Google racconta come all’origine di tutto ci sia stata l’intuizione di creare “un motore di ricerca che sfruttava i link per stabilire l’importanza di singole pagine nel World Wide Web”.

Ruolo Link Follow Web Google

Negli anni successivi, i fondatori Larry Page e Sergey Brin misero a punto PageRank, l’algoritmo che assegna ai contenuti il punteggio in base al quale vengono ordinati nei risultati di ricerca: un sistema che misura il valore di una pagina web a partire dalla quantità e dalla qualità delle altre pagine che contengono un link verso di essa. Il valore SEO che viene così trasferito da una pagina all’altra viene chiamato dai professionisti del settore link equity, cioè quota di valore del link, oppure link juice, che letteralmente significa “succo di link”.

Oltre a influire sul posizionamento delle pagine, i link hanno un’altra funzione fondamentale: permettere ai crawler – i robot che i motori di ricerca usano per esplorare il web – di trovare le pagine seguendo i collegamenti

I link interni, in particolare, aiutano Google e gli altri motori di ricerca a comprendere le relazioni tra i contenuti, per esempio come sono organizzate le informazioni all’interno di un sito e quali pagine sono maggiormente correlate.

I link provenienti da altri siti – link esterni in entrata – sono chiamati backlink e rappresentano l’oggetto della link building, una delle principali attività della SEO off-page (che si differenzia dalla SEO on-page perché riunisce pratiche che si svolgono fuori dalle pagine oppure offline). Visto il ruolo dei link in ingresso, c’è infatti chi si adopera per raccogliere “raccomandazioni” verso il proprio sito da parte di altri domini autorevoli agli occhi di Google.

Per motivi simili, è importante gestire bene anche i link esterni in uscita, cioè quelli che inserisci tu verso altri domini, di solito chiamati semplicemente link esterni; ed è qui che entra in gioco il nofollow.

Fino al 2009 questo attributo era molto usato per cercare di trattenere più valore SEO all’interno del proprio sito: una strategia che però oggi è del tutto inutile, come vedremo meglio tra poco. 

Differenza tra follow e nofollow nella SEO

Visto che i link possono avere funzioni e significati diversi, negli anni Google ha introdotto attributi come il nofollow per consentire a chi pubblica un testo sul web di dare ai motori di ricerca indicazioni aggiuntive sul tipo di collegamento che sta inserendo.

Per il visitatore del sito non cambia nulla tra link follow e nofollow, perché entrambi i link portano alla pagina di destinazione allo stesso modo. La differenza riguarda principalmente la SEO e, in particolare, il modo in cui i motori di ricerca interpretano i collegamenti. 

I link follow trasmettono segnali di rilevanza della pagina a cui puntano e contribuiscono a farle guadagnare punteggio PageRank.

I link nofollow, invece, dicono ai motori di ricerca di non considerare il collegamento come un segnale positivo per il posizionamento, cioè un segnale di ranking.

Ma vediamo più in dettaglio come funzionano le due tipologie.

I link follow – o link dofollow – sono tutti i collegamenti a cui non sono stati aggiunti gli attributi rel=”nofollow”, rel=”sponsored” o rel=”ugc”. In altre parole, per impostazione predefinita tutti i link esterni e interni sono dofollow.

I link follow non corrispondono a un attributo HTML – infatti rel=”follow” non esiste – in quanto poter essere seguiti dai motori di ricerca è una caratteristica intrinseca dei collegamenti, a meno che non venga specificato diversamente.

All’interno del codice HTML i link follow appaiono così:

<a href="https://esempio.it">testo-ancora</a>

L’attributo rel=”nofollow” è stato ideato da Google nel 2005 come risposta allo spam a fini SEO nei commenti e nei forum. Inizialmente permetteva agli admin di impedire il trasferimento di PageRank attraverso il collegamento, mentre dal 2009 si è trasformato in una semplice indicazione (hint) che Google può scegliere di seguire o meno. In ogni caso l’attributo nofollow non è in grado di bloccare la scansione della pagina di destinazione.

I link nofollow sono quelli a cui è stato aggiunto rel=”nofollow” nell’HTML della pagina e nel codice appaiono così:

<a href="https://esempio.it" rel="nofollow">testo-ancora</a>

Quando usare follow e nofollow

Se hai inserito il collegamento perché è utile per gli utenti, di solito è corretto mantenerlo follow come da impostazione predefinita.

Invece dovresti aggiungere l’attributo nofollow solo se non consideri raccomandabile la destinazione del link o non vuoi che il tuo sito venga associato al contenuto suggerito. 

Oggi rel=”nofollow” viene usato soprattutto nei link verso pagine esterne citate solo per completezza. In passato invece si ricorreva al nofollow anche in altri 2 casi per cui nel frattempo sono stati creati attributi più specifici. 

Nel 2019 Google ha introdotto l’attributo sponsored per identificare i link pubblicitari, e tutti quelli legati a marketing di affiliazione o accordi commerciali di qualsiasi tipo. 

In questo caso il collegamento si presenta così nell’HTML:

<a href="https://esempio.it" rel="sponsored">testo-ancora</a>

Nello stesso anno Google ha creato anche l’attributo UGC (User Generated Content), dedicato ai contenuti generati dagli utenti come commenti dei blog o post nei forum. Lo scopo di rel=”ugc” è segnalare ai motori di ricerca che il link non è stato inserito dal proprietario del sito ma da un visitatore e che quindi non ha valore SEO, e così scoraggiare lo spam di link a fini SEO che era una prassi nei decenni precedenti. 

Nelle versioni recenti di WordPress viene attribuito in automatico a tutti i link che compaiono tra i commenti degli articoli.

Per un link UGC, il codice HTML appare così:

<a href="https://esempio.it" rel="ugc">testo-ancora</a>

In passato l’attributo nofollow veniva spesso usato nei link interni per fare PageRank sculpting, cioè per cercare di manipolare la distribuzione del valore SEO attraverso le pagine del sito e convogliare il PageRank verso quelle ritenute più importanti. Questo era possibile perché fino al 2009 Google effettivamente distribuiva il valore SEO dei link della pagina dividendolo in base al numero di collegamenti presenti. Per esempio se una pagina aveva un valore pari a 10 e conteneva 5 link, ciascuna pagina di destinazione riceveva 2 punti di PageRank.

Oggi il link juice tolto a un link interno in questo modo non viene trasferito su altre pagine ma va semplicemente perso, come viene spiegato su Google Search Central Blog, che riprende dei contenuti di Matt Cutts sull’argomento. Ecco perché non ha più alcun senso applicare il nofollow ai collegamenti interni.

Per indicare ai motori di ricerca quali sono le pagine importanti lato SEO bisogna invece lavorare sull’architettura del sito, cioè sulla struttura e sui collegamenti tra le pagine. In sostanza se vuoi far capire ai motori di ricerca la gerarchia delle pagine devi renderla chiara all’utente, e questo ti permetterà di garantire una migliore esperienza utente in WordPress, così come sugli altri CMS.

Su qualsiasi CMS o framework, puoi rendere un link nofollow semplicemente aggiungendo un attributo rel con valore nofollow al codice HTML che lo riguarda.

Questo si può fare sia mettendo le mani sul codice che attraverso funzionalità degli editor o di eventuali plugin.

Su qualsiasi sito web puoi aggiungere l’attributo rel=”nofollow” al link nel codice HTML, tra URL e testo ancora, come in questo esempio:

<a href="https://esempio.it" rel="nofollow">testo-ancora</a>

Se usi WordPress, nella maggior parte dei casi puoi creare un link nofollow senza installare plugin appositi e senza passare dal codice, perché Gutenberg permette di assegnare l’attributo nofollow a qualsiasi collegamento attraverso un menù contestuale.

Bastano due clic per trasformare qualsiasi link dofollow in nofollow (o in sponsored).

Inserisci o seleziona il link che vuoi modificare, e nella finestra che compare fai clic sull’icona a forma di matita per aprire le impostazioni. 

Aprire Impostazioni Link Gutenberg

Tra le opzioni avanzate puoi barrare la casella Imposta come nofollow e poi fare clic su Applica.

Aggiungere Nofollow Gutenberg

Questa impostazione è disponibile in tutte le installazioni WordPress, mentre le caselle per impostare il link come sponsored da Gutenberg compaiono solo dopo l’installazione di plugin come Rank Math.

In ogni caso quando avrai selezionato la casella con l’attributo che ti interessa, WordPress lo aggiungerà in automatico al codice del collegamento.

Se preferisci lavorare direttamente sull’HTML, puoi fare clic sul menù di Gutenberg nell’angolo in alto a destra e scegliere Editor del codice.

Wordpress Editor Codice Inserire Noopener Noreferrer

In passato i plugin WordPress dedicati alla gestione dei link nofollow avevano una certa diffusione, ma oggi non sono quasi mai necessari perché il nuovo editor di WordPress, Gutenberg, permette di aggiungere rel=”nofollow” in modo quasi immediato. 

Quindi in quali casi è ancora utile un plugin per gestire i link nofollow?

Potrebbe esserlo se preferisci usare l’editor classico anziché Gutenberg ma non vuoi aprire il codice, oppure se vuoi gestire in modo centralizzato tutti i collegamenti del sito (e di questo parleremo tra pochissimo). Nella maggior parte dei casi comunque, conviene sfruttare un plugin SEO, che è sempre utile avere su un sito WordPress, piuttosto che installare software aggiuntivo.

Come vedi, con l’editor classico nel menù dei link non è presente l’opzione nofollow.

Impostazioni Link Editor Classico

Puoi comunque aggiungerlo manualmente tramite il codice HTML

Passa alla visualizzazione dell’HTML cliccando sulla tab Codice.

Classic Editor Html

Individua il tag del link e aggiungi l’attributo rel=”nofollow” tra URL e testo del link. 

Il risultato finale dovrà essere simile a questo: 

Classic Editor Rel Nofollow

Vediamo come possiamo usare i plugin SEO più noti per gestire i link nofollow.

Con Rank Math, per esempio, le opzioni nofollow e sponsored appaiono in automatico sia in Gutenberg che nell’editor classico.

Impostazioni Link Editor Classico Rank Math

Con AIOSEO invece, puoi impostare dall’editor non solo follow, ma anche sponsored e UGC.

Impostazioni Link Editor Classico All In One Seo

Yoast invece non ci aiuta a gestire i link nofollow con l’editor classico: lo fa solo in Gutenberg, dove aggiunge alle impostazioni del collegamento sia l’opzione nofollow che sponsored.

In alternativa puoi passare da classic editor a Gutenberg ed eventualmente tornare indietro in qualsiasi momento con l’aiuto della nostra guida passo passo.

Su WordPress è possibile anche gestire in modo centralizzato gli attributi dei collegamenti del sito e applicare nofollow a tutti i link interni o esterni.

Ci sono 2 metodi ed entrambi richiedono l’uso del codice.

Si può modificare il file functions.php attraverso il filtro the_content, avendo sempre cura di lavorare sul tema child e di testare le modifiche su un sito di staging prima di applicarle. Questa è la soluzione più leggera, che richiede qualche competenza tecnica in più.

In alternativa, con plugin per gli snippet come Code Snippets o WPCode, si possono creare delle stringhe di codice che lavorano insieme ai file PHP senza alterarli. È un metodo che aiuta a inserire il codice nella posizione esatta ma che rende il sito più pesante e complesso perché richiede l’installazione di software aggiuntivo. 

Usare Code Snippet Per Creare Un Filtro WordPress

Di entrambe le soluzioni, che permettono di aggiungere anche rel=”sponsored”, rel=”noopener” e target=”_blank” in modo globale, abbiamo parlato in dettaglio nella guida all’attributo rel in WordPress

Per capire se un link è follow o nofollow devi controllare il codice HTML del collegamento, ma il modo in cui lo fai cambia leggermente a seconda che il link sia su una pagina esterna o su una pagina del tuo sito.

Se ti trovi su un sito esterno, fai clic con il tasto destro sulla pagina che contiene il link e nel menù seleziona Visualizza sorgente pagina.

Visualizza Sorgente Pagina

Nella schermata successiva cerca il testo ancora o l’URL del link e controlla se sono presenti rel=”nofollow”, oppure “sponsored” o “ugc”. 

Visualizza Sorgente Pagina Link

Se non c’è nessuno di questi valori, si tratta di un normale link dofollow.

Quando il link si trova su una pagina del tuo sito, puoi usare lo stesso metodo oppure puoi entrare nell’editor e visualizzare le impostazioni del collegamento come abbiamo già visto. Ma per avere l’assoluta certezza che non sia presente il no follow devi esaminare il codice HTML della pagina. 

Impostazioni Link Gutenberg Rank Math

Per trovare tutti i link nofollow di un sito, tuo o di un concorrente, puoi usare Screaming Frog SEO Spider, un programma da installare sul pc che serve a eseguire scansioni dei siti per ottenere una mappatura degli elementi presenti, compresi i link non funzionanti e i meta refresh redirect

Con la versione gratuita puoi scansionare fino a 500 URL; limite che puoi rimuovere acquistando la licenza. 

Screaming Frog Home

Dopo averlo scaricato dal sito ufficiale e installato sul tuo computer, apri Screaming Frog e avvia la scansione: inserisci l’URL del sito che vuoi analizzare e fai clic su Inizia.

Screaming Frog Avvio

A questo punto il modo più semplice per vedere tutti i link in uscita impostati come nofollow è esportare l’elenco dei link come file .csv.

Per farlo vai sul menù orizzontale che si trova più in alto e scegli Esportazione in massa. Poi seleziona Link > Tutti i link in uscita.

Screaming Frog Esportazione Link Esterni

Dopo aver trasformato il CSV in un foglio di calcolo, filtra la colonna Follow per il valore “false”. In questo modo visualizzerai soltanto i collegamenti nofollow.

Screaming Frog File Link Esterni

Per vedere i link interni nofollow nella barra orizzontale seleziona Link, poi apri il menù dei filtri che si trova sulla destra – che riconosci dall’icona a imbuto – e scegli Link in uscita interni nofollow.

Screaming Frog Link Interni Nofollow

Oltre a Screaming Frog, non ci sono strumenti gratuiti capaci di offrire un elenco dettagliato dei link nofollow. Per esempio Search Console dà una panoramica dei link, ma non distingue i nofollow dai dofollow e non permette di filtrarli.

Altri noti strumenti per la scansione dei siti come Ahrefs, Semrush e SiteBulb permettono di fare analisi di questo tipo solo a pagamento.

In alternativa puoi usare estensioni del browser gratuite che evidenziano i link nofollow pagina per pagina ma non offrono un elenco completo, come NoFollow, per Chrome, che puoi attivare in un un paio di clic.

Dopo averla cercata in Chrome Web Store, puoi installarla facendo clic su Aggiungi.

Nofollow Estensione Browser

Dopodiché ogni volta che apri una pagina, del tuo sito o esterna, vedrai i link nofollow segnalati con un rettangolo rosso tratteggiato.

Nofollow Estensione Funzionamento

Domande frequenti

Qual è la differenza tra dofollow e nofollow?

I link dofollow trasmettono valore SEO al sito di destinazione, mentre i link nofollow non lo fanno. Dal punto di vista del codice, i nofollow si differenziano perché contengono l’attributo rel=”nofollow”.

Come si verifica se un link è dofollow o nofollow?

Puoi controllare se il codice HTML del link contiene l’attributo rel=”nofollow”, nel qual caso si tratta di un link nofollow. In caso contrario, si tratta di un normale link dofollow.

Il nofollow è positivo per la SEO?

Per chi lo riceve un backlink nofollow è comunque positivo – anche se non passa link juice – perché può portare visitatori. In più aiuta a mantenere naturale il profilo dei link agli occhi dei motori di ricerca, che si aspettano di trovare anche link in entrata di questo tipo.

Cosa significa link nofollow?

Un link nofollow è un collegamento che contiene l’attributo nofollow, che dice ai motori di ricerca di non considerare il link come una raccomandazione del contenuto, quindi di non conteggiarlo ai fini del posizionamento.

Conclusioni 

In questa guida ai link follow e nofollow abbiamo visto che la differenza tra i due riguarda soprattutto il valore SEO della pagina di destinazione: nei collegamenti dofollow viene attribuito in automatico, mentre con il nofollow suggeriamo al motore di ricerca di non farlo (e poi deciderà lui).

A livello formale invece, i due tipi di link si distinguono per la presenza o l’assenza dell’attributo nofollow nell’HTML della pagina.

Poiché negli anni Google ha cambiato il suo approccio verso i link nofollow, oggi si consiglia di usarli solo nei collegamenti in uscita e nei casi non coperti da attributi più specifici per i link con scopi commerciali o pubblicitari (sponsored) o inseriti dagli utenti (ugc). 

Come abbiamo visto, puoi individuare tutti i collegamenti nofollow di qualunque sito con Screaming Frog, mentre quelli delle singole pagine possono essere trovati facilmente con estensioni per il browser come NoFollow per Chrome.

E tu stai usando i link follow e nofollow in modo strategico sul tuo sito? raccontacelo nei commenti.

Categorie
Indice dei contenuti

    🚀

    Articoli correlati

    Commenti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *